«Danni del sisma, il Comune dimentica le pratiche»

10 Marzo 2016

TERAMO. «Il Comune lascia marcire le pratiche per il risarcimento dei danni del terremoto». La denuncia è dal consigliere del Pd Flavio Bartolini (nella foto)dopo l'allarme lanciato nei giorni...

TERAMO. «Il Comune lascia marcire le pratiche per il risarcimento dei danni del terremoto». La denuncia è dal consigliere del Pd Flavio Bartolini (nella foto)dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'assessore di Montorio Andrea Guizzetti sul rischio di blocco dell'erogazione dei fondi destinati agli indennizzi. La paralisi di rimborsi pari a circa cento milioni di euro, da assegnare ai Comuni per le opere di risanamento pubbliche e private, sarebbe l'effetto del mancato rinnovo del potere di firma al responsabile dell'ufficio speciale per la ricostruzione che smista i fondi. I timori manifestati dall'amministratore montoriese a detta di Bartolini smascherano «gli imbarazzati tentativi dell'assessore teramano Rudy Di Stefano di gettare fumo negli occhi ai cittadini in merito alla gestione delle pratiche per il sisma». ll consigliere democratico attribuisce pesanti responsabilità all'amministrazione teramana per il caos che ha accompagnato il riconoscimento degli indennizzi ai cittadini le cui abitazioni sono state lesionate dal terremoto del 2009. «Le pratiche sono state sballottate da un ufficio all'altro per anni», dice Bartolini, «affidate a dipendenti a tempo determinato e part-time senza uno straccio di programmazione o di ordine di priorità oggettivo e trasparente nell'istruirle». Bartolini ritiene che tutte le richieste di risarcimento potevano essere gestite dall'amministrazione, che invece si occupa solo di quelle classificate in categoria A mentre le altre vengono indirizzate all'ufficio di Montorio, se fosse stata tempestivamente attivata una struttura interna capace di assolvere a questo compito. Il Comune, però, secondo Bartolini "ha la pesante, incancellabile colpa di aver agito come se a Teramo il terremoto non avesse lasciato danni". La conseguenza è stata che "l'ufficio regionale per la ricostruzione ha ricevuto pochissimi dati sulla nostra città, con l'aggravante che l'amministrazione non si è mai presentata alle riunioni». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA