De Luca: «Serve una legge che scoraggi chi si avventura in quota»

24 Giugno 2024

Paolo De Luca, maestro di sci e accompagnatore di media montagna, profondo conoscitore del Gran Sasso, ieri appena ha appreso del primo intervento di soccorso in atto sul Corno Grande ha esternato...

Paolo De Luca, maestro di sci e accompagnatore di media montagna, profondo conoscitore del Gran Sasso, ieri appena ha appreso del primo intervento di soccorso in atto sul Corno Grande ha esternato polemicamente sui social. In un primo post ha rilevato: «Le previsioni meteo annunciano da diversi giorni che oggi è previsto tempo brutto e quindi sono da evitare escursioni e arrampicate nella catena più alta dell'Appennino. Con una legge per la sicurezza di chi frequenta la montagna e con il soccorso alpino a pagamento, questi escursionisti ci avrebbero pensato bene prima di avventurarsi in quota e si sarebbero risparmiati tanti soldi pubblici». Poco dopo ha aggiunto: «Personalmente sono convinto che bisogna creare un deterrente per scoraggiare chi si avventura in quota senza la necessaria preparazione fisica, tecnica e mentale, con l'obiettivo di salvare giovani vite umane. Attualmente, non esiste una normativa con regole specifiche per la sicurezza dell'alpinista, dell'escursionista, dello scialpinista, del ciaspolatore, del cercatore di funghi e, più in generale per chi pratica sport di avventura. A mio avviso si potrebbe modificare il decreto legislativo n. 40 del 2021 in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali. Una soluzione potrebbe essere quella di stipulare una polizza assicurativa. Un valido deterrente sarebbe quello di far pagare per intero al cittadino imprudente in emergenza le costose operazioni di salvataggio in montagna, comprese quelle effettuate sulle piste da sci come avviene in Francia, Austria e Slovenia. Un minuto di volo di un elicottero medicalizzato», ha concluso De Luca, «arriva a costare 300 euro».