De Simone a casa: «Ma niente feste»

26 Giugno 2015

A Silvi il comandante della nave sequestrata in Gambia: «Aspetto che torni anche il collega Liberati»

SILVI. Il capitano Sandro De Simone si gode in libertà la sua Silvi. Mercoledì notte è tornato a casa, in via san Rocco, e ha riabbracciato la sua famiglia. Quell’odissea nelle prigioni del Gambia, dopo il sequestro della IdraQ, la nave da pesca oceanica di cui è comandante, la porterà dentro il cuore per sempre, assieme a quella terribile paura di non tornare più. De Simone ieri ha riassaporato i profumi della sua casa , il caffè della moglie Gianna, dopo pranzo ha accompagnato suo figlio ad un allenamento di calcio a Città Sant’Angelo. Quei piccoli gesti che sembrano scontati per un genitore, ma che per lui sono diventati improvvisamente tutto. Lo abbiamo incontrato ieri pomeriggio in via Fratelli Bandiera, con un pacco di pratiche e burocrazia accumulata da sbrigare. Duro e schietto, come sono tutti i marinai, ci ha raccontato la sua esperienza in maniera impassibile. «Per ora non ho voglia di festeggiare, in gamnbia c’è ancora il collega Massimo Liberati», il motorista deal Idra Q che deve ancora essere processato e che ha trascorso con lui un periodo nelle terribili prigioni dello stato africano, «talmente disumane», dice De Simone, «che nemmeno Amnesty International è riuscita a documentare». «Quello che ho vissuto rimarrà dentro di me», aggiunge, «in questo tempo ho pensato sempre a mia moglie . Quando sono entrato in quelle celle piccole ho visto il mondo crollarmi addosso, sono stato trattato come un criminale vero e proprio».

Nel raccontare la sua storia il capitano si toglie anche qualche sassolino e accusa il governo di non aver fatto abbastanza per la sua liberazione: «Solo la società armatrice si è mossa e si è fatta carico di ogni bisogno sotto tutti i punti di vista, lo Stato ha cercato di mediare senza raggiungere alcun risultato». Sui progetti futuri De Simone sembra già pronto a partire di nuovo e, con quell’orgoglio di chi il suo lavoro lo vuole portare a termine fino alla pensione dice: «Tra un mese circa ripartirò, questa volta non più in Gambia, ma destinazione Guinea. Dopo quello che ho passato, di certo tornare nelle zone del dolore mi è difficile». Il suo pensiero va ancora al collega Liberati e ribadisce: «Adesso non voglio festeggiare, quando anche il mio collega tornerà organizzeremo una grande rimpatriata. Solo allora potrò essere contento, ora spesso la mia mente va verso il mio amico, al momento non sappiamo quando realmente tornerà in Italia».

Terminata la campagna di pesca dopo il dissequestro della nave, nei giorni scorsi è tornato a casa anche il terzo italiano dell’equipaggio della Idra Q, il nostromo Vincenzino Mora di Martinsicuro. A differenza di De Simone e Liberati, Mora non è stato incarcerato, ma è stato costretto a restare segregato nella nave, ancorata nel porto di Banjul, insieme al resto dell’equipaggio fino a quando le autorità gambiesi hanno deciso il dissequestro. Per quanto riguarda Liberati, ieri c’è stata una nuova udienza del processo a suo carico, ma il tribunale di Banjul non ha ancora preso alcuna decisione.

Domenico Forcella

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