Debiti contestati Il Comune fa causa allo Zooprofilattico

30 Giugno 2016

L’istituto “Caporale” chiede 4 milioni per le spese del canile e Brucchi vuole 820mila euro per la cessione del mattatoio

TERAMO. E' guerra a colpi di carte bollate tra Comune e istituto zooprofilattico "Caporale" per debiti reciproci non pagati. Tra l'ente e la prestigiosa istituzione scientifica i conti non tornano e così, esauriti i convenevoli e i tentativi di accomodamento bonario, a tirare le somme saranno i giudici.

Il Comune ha appena dato mandato all'ufficio legale di citare in giudizio l'Izs per somme non versate relative all'acquisto da parte dell'istituto del complesso che ospita il mattatoio. Il contratto risale a vent'anni fa e per la cessione della struttura, che si trova a fianco alla sede storica del "Caporale" nella zona di Campo Boario, l'amministrazione avrebbe dovuto incassare poco meno di 3.6 milioni di euro. Una parte della cifra, circa 260mila euro, sarebbe stata corrisposta dall'istituto sotto forma di opere di sistemazione dello spazio pubblico davanti all'ingresso del mattatoio. Gli impegni contrattuali, però, sono stati onorati solo parzialmente dallo Zooprofilattico. I lavori di sistemazione dell'area pubblica sono rimasti sulla carta e la somma in denaro per l'acquisto della struttura non è stata del tutto versata. Il Comune, insomma, vanta un credito di poco superiore agli 820mila euro e per ottenerne la liquidazione ha deciso di rivolgersi al giudice.

L'iniziativa legale dell'amministrazione è però una reazione uguale e contraria alla precedente mossa dell'Izs. L'istituto, infatti, tre mesi fa ha citato in giudizio l'ente per debiti relativi alla gestione del canile. A conti fatti, il Comune dovrebbe sborsare circa quattro milioni di euro per spese anticipate dall'Izs negli anni scorsi sia per la manutenzione della struttura di contrada Carapollo, sia per la cura dei cani in essa ospitati. Per l'amministrazione, però, si tratta di una somma spropositata e non giustificata da adeguata documentazione a supporto della richiesta. Il pagamento dunque è rimasto inevaso finché l'Izs ha portato la questione in tribunale. «Abbiamo tentato di trovare un punto d'incontro per evitare il contenzioso», osserva i sindaco Maurizio Brucchi, «l'istituto ha fatto la sua scelta, forse imposta da esigenze contabili, e noi dobbiamo far valere i nostri diritti». A far quadrare i conti, dunque, ci penseranno le sentenze.

Gennaro Della Monica

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