Debiti del Ruzzo, le imprese teramane non mollano

TERAMO. Continua la battaglia delle imprese teramane sulla mancata certificazione dei circa 20 milioni di debiti accumulati dalla Ruzzo Reti nei confronti dei fornitori. Ieri l’ennesima lettera, la...
TERAMO. Continua la battaglia delle imprese teramane sulla mancata certificazione dei circa 20 milioni di debiti accumulati dalla Ruzzo Reti nei confronti dei fornitori. Ieri l’ennesima lettera, la quarta, inviata in pochi mesi dall’Api e dall’Aniem Teramo (l'associazione delle piccole e medie industrie e il collegio dei costruttori edili) per sollecitare la registrazione della società acquedottistica alla piattaforma elettronica della Ragioneria dello Stato per la certificazione dei crediti, consentendo così ai privati di chiederne l’attestazione e “tracciarli” con operazioni di anticipazioni, cessione a intermediari finanziari o compensazioni con altri debiti. In sintesi, si tratta di un sistema per sbloccare i pagamenti e permettere alle imprese di recuperare i crediti senza il rischio di insoluto, grazie alla garanzia dello Stato. La richiesta è resa più urgente dalla scadenza per la registrazione prorogata dal ministero dell’Economia e delle Finanze al 31 ottobre. In pratica tra meno di 15 giorni. «Non c’è tempo da perdere», scrive il presidente dell’Api Alfonso Marcozzi, «altrimenti il management della Ruzzo dovrà poi spiegare al territorio i motivi del mancato accreditamento. Noi, come imprese, chiederemo il conto». Marcozzi ricorda poi al presidente della Ruzzo, Antonio Forlini, come altri consorzi acquedottistici stiano certificando i crediti. Tra questi, in Abruzzo, il Consorzio Acquedottistico Marsicano. «Sembra che anche la Gran Sasso Acque si sia iscritta», aggiunge, «a questo punto ci chiediamo cosa vuole fare la Ruzzo». Le due associazioni di categoria ribadiscono infine che la loro battaglia, iniziata quest’estate, «non è contro la società anzi, vorremmo essere a supporto dell’ente. La nostra è la constatazione di un fatto oggettivo per raggiungere un risultato utile alla collettività teramana».
Fabio Marini
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