Debiti Team, il sindaco risponde in consiglio

9 Gennaio 2015

Raccolta di firme nella maggioranza contro il presidente Di Sabatino, ma poi viene ritirata

TERAMO. E’ tornato indietro di circa 20 anni il sindaco Maurizio Brucchi nel ripercorrere le tappe di quel debito di 3 milioni e 600mila euro che pesa ancora come un macigno sul bilancio della Team. La vicenda è approdata ieri nella discussione del Consiglio comunale dopo la pubblicazione di un articolosulle pagine del nostro giornale. Un debito che fa riferimento agli sgravi fiscali di cui beneficiò la municipalizzata dal 1996 al 1999, poi annullata da Bruxelles che aprì una procedura d’infrazione equiparandogli sgravi ad aiuti di Stato. Da qui i guai per la Team che h adovuto indebitarsi con le banche per poter pagare gli arretrati.

Il sindaco Brucchi, sollecitato a fare chiarezza da un’interrogazione del consigliere di maggioranza Alessia De Paulis, ha chiarito che da quella moratoria sia il Comune che il socio privato ripartirono utili per circa 2milioni e mezzo di euro. Utili che la giunta Sperandio utilizzò per opere pubbliche, secondo Brucchi, mentre il privato decise di incassarli. «Un atteggiamento differente dall’attuale governance della Team che gli utili li reinveste per creare servizi», ha dichiarato il sindaco, che sul mutuo contratto per quel debito ritiene di aver proceduto legalmente in modo corretto. «Siamo arrivati al terzo grado di giudizio nel 2010 dopo che avevamo vinto i due precedenti»,, spiega il sindaco. «Tuttavia siamo ancora in attesa di un parere della Suprema corte di cassazione europea. Ad ogni modo questo debito non piega la tenuta dei conti della Team che ha sempre chiuso i suoi bilanci in attivo». Sta di fatto che la Tari è salata e i contribuenti pagano scelte che hanno sempre meno a che fare con la gestione del servizio.

Esaurita la vicenda Team, durante il consiglio c’è stata qualche fibrillazione per una presunta fronda contro ilpresidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino, una vicenda che ha riservato anche qualche curiosità che potrebbe non escludere sorprese nello scacchiere politico di maggioranza. Ha tenuto col fiato sospeso una raccolta firme, partita dai banchi della maggioranza – ma definita poi uno scherzo dagli stessi autori – finalizzata a chiedere la sfiducia del presidente del consiglio comunale. Firmatari di questa raccolta firme “per gioco” (vedremo poi quanto) sono stati Dodo Di Sabatino, Domenico Sbraccia, Gianbattista Quintiliani, Raimondo Micheli, Vincenzo Falasca, Silvio Antonini e Domenico Narcisi, ai quali si sarebbe poi dovuto aggiungere Guido Campana. Non è stata invece uno scherzo la riunione, durata una decina di minuti, che gli stessi consiglieri hanno avuto con il sindaco durante la seduta del consiglio. Certo è che qualcuno sembra puntare a coinvolgere anche la minoranza, e l’incarico di presidente, con 18 consiglieri teoricamente favorevoli alla sfiducia, per Di Sabatino potrebbe non essere così sicuro.(m.d.t.)

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