Debito Franchi, il sindaco si affida a Cerulli Irelli

6 Febbraio 2015

Il giurista presiede il gruppo di lavoro che deve risolvere il rebus del pagamento Mastromauro: «Se sforiamo il patto di stabilità dovremo aumentare le tasse»

GIULIANOVA. Aumento delle tasse, blocco delle assunzioni e delle opere pubbliche e sospensione di alcuni servizi essenziali. Questo rischierebbe il Comune di Giulianova se dovesse sforare il patto di stabilità per pagare in un’unica soluzione i 4milioni e 400 mila euro dovuti agli eredi Franchi per l’esproprio dell’omonimo parco. La situazione è delicatissima e il sindaco Francesco Mastromauro ha quindi istituito un tavolo di lavoro che si avvarrà della collaborazione del giurista Vincenzo Cerulli Irelli, professore ordinario di diritto amministrativo nella facoltà di giurisprudenza dell’università di Roma, avvocato cassazionista, esperto di diritto pubblico e, durante il suo mandato parlamentare, presidente della Commissione bicamerale per la riforma amministrativa.

Gli eredi della ricca famiglia teramana ex proprietaria dell’area verde, hanno rifiutato il pagamento rateizzato dell’enorme debito (l’amministrazione aveva proposto tre rate, una ogni anno) e ora rischiano di mettere in grossi guai economici il Comune giuliese. Del gruppo di lavoro faranno parte anche gli assessori Katia Verdecchia, Fabio Ruffini e Pierangelo Guidobaldi, il segretario generale del Comune Daniela Marini, i dirigenti della terza e quarta area, Corinto Pirocchi e Andrea Sisino, il presidente del consiglio comunale Jurghens Cartone, il presidente della commissione bilancio Marcello Mellozzi e i capigruppo di maggioranza Federica Vasanella (Pd), Lorenzo Di Teodoro (lista civica per Mastromauro sindaco) e Luigi Ragni (CivicaMente).

Speterà a questo gruppo ilcompito di dipanare l’intricatissima matassa. «Il problema», ha dichiarato il sindaco, «non è la mancanza delle somme, che abbiamo avuto cura di accantonare in questi anni prevedendo proprio l'esito sfavorevole della sentenza di Cassazione. Il problema, quello vero, è il patto di stabilità, un vero e proprio capestro per gli enti locali, che impedisce di erogare cifre così alte nello stesso momento. Violarlo significherebbe creare conseguenze gravissime che forse non tutti hanno presente. Saremmo infatti costretti ad aumentare al massimo tutte le tasse, a bloccare la assunzioni e le opere pubbliche, e a sospendere alcuni servizi essenziali. Insomma, un disastro».

Mastromauro, dunque, si è affidato ai suoi collaboratori ma soprattutto a un giurista di fama nazionale come Cerulli Irelli. «Lo ringrazio infinitamente per la sua disponibilità», ha concluso il primo cittadino, «a lui ho chiesto un parere pro-veritate al fine di trovare soluzioni con riferimento specifico al patto di stabilità».

Margherita Totaro

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