Declassato l’impianto di Mennea
Niente lavori, il campo scuola Zona Orti fuori dalle gare federali
GIULIANOVA. Appare inarrestabile l’agonia per l’impianto di atletica leggera di Zona Orti “Guerino Massi”. La conferma giunge da Luigi Chiodi, direttore sportivo della Ecologica G e dirigente regionale Fidal: «l’omologazione necessaria per poter svolgere attività agonistica su quell’impianto è scaduta il 31 dicembre 2016 e nulla è stato fatto a livello di interventi per riportare in bonis la struttura che non possiede più da tempo le caratteristiche idonee per la pratica dello sport ufficiale. Sarà molto difficile che il campo di atletica di zona Orti possa tornare ai vecchi livelli». L’impianto, per essere fruibile a livello federale, avrebbe necessità di un investimento minimo di 350mila euro di cui buona parte sarebbe necessaria per rigenerare la pista. Il resto per la zona del salto con l’asta e la gabbia per i lanci (martello, disco e peso).
Per un intervento complessivo occorrerebbero invece 450mila euro in cui verrebbero ricompresi altre strutture e l’impianto ostacoli per i 3.000 siepi. Ma in questo momento non sembrano esserci fondi disponibili. In tal modo il campo di atletica che fu inaugurato da Pietro Mennea il 26 ottobre 1991 diventerà, su istanza dell’Ecologica G, una struttura declassata ad impianto in esercizio e solo per attività scolastiche e regionale a livello promozionale. La prima conseguenza di questo è la perdita, forse per sempre, della manifestazione Meeting nazionale Città di Giulianova la cui ultima edizione, la XVI, si è svolta l’anno scorso. La manifestazione si trasferirà il 1° luglio nel capoluogo per diventare parte integrante del Meeting nazionale Città di Teramo. In quella sede verranno assegnati i trofei intitolati ad Edoardo Patanè e a Donato Falà. Per Giulianova la vicenda dell’impianto di atletica leggera assume un particolare significato sia per la presenza di un’attivissima società come la Ecologica G costretta ad emigrare e sia per una vecchia tradizione di fucina di campioni giuliesi a suo tempo scovati e lanciati da Pino Pecorale attraverso la Libertas-D’Alessandro Teramo.
Alfonso Aloisi
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