Degrado nell’area archeologica

Erba alta e transenne a Madonna delle Grazie, incuria nello spazio con i giochi
TERAMO. Dettagli, ma non troppo, verso i quali si rischia di fare l'abitudine. E di non vedere quasi più. Eppure sono lì a restituire cartoline di angoli di città malmessi e trascurati. E non sempre la ragione risiede nell'inciviltà di qualcuno. Passeggiando nel centro storico di Teramo non è raro imbattersi in paletti spartitraffico abbattuti o danneggiati; in transenne, che dovrebbero delimitare aree di cantiere o edifici pericolanti, accatastate e disordinate; in antiche fontanelle rotte e abbandonate; in segnaletica stradale non più leggibile, divelta o accasciata ad un angolo di strada o ad un'isola ecologica abbracciata dall'erba alta accanto a secoli di storia tristemente dimenticati. È il caso dell'area archeologica della Madonna delle Grazie: qui lo stato di incuria è evidente sia dentro che attorno al sito che giace in attesa di un recupero atteso, annunciato ma che non parte. Tutto intorno all'area, delimitata da reti arancioni come si conviene alle zone di cantiere, ci sono punti con erba alta e cartelli rotti, oltre all'asfalto distrutto su gran parte degli stalli blu. Lì vicino, da tempo, c'è un altro spazio, regolarmente aperto, che aspetta un restyling: il parco giochi davanti al tribunale. Di nuovo c'è solo la staccionata, recentemente collocata, per il resto lo scenario è desolante fra giochi rotti e mancanti. Situazioni di verde poco curato vengono segnalate in diversi punti del centro storico, in piccole vie e piazzette, ma anche in tratti del parco fluviale. (v.m.)

