Delibera scuolabus, no al ricorso

13 Agosto 2024

L’amministrazione di Montorio pagherà i 6.700 euro stabiliti dal tribunale

MONTORIO AL VOMANO. Il Comune di Montorio non ricorrerà in appello contro la sentenza del tribunale di Pescara che, accogliendo il ricorso dell’Arci Abruzzo e Molise e dell’Asgi, aveva accertato il comportamento discriminatorio dell’ente «per aver adottato la delibera del 31 agosto 2022 che disciplinava l’accesso ai servizi di scuolabus e mensa gratuito solo ai ragazzi con un genitore italiano o comunitario». L’amministrazione ha deciso, così, di pagare il risarcimento di mille euro a ciascuna associazione più le spese legali, per circa 6.700 euro totali. Ad annunciarlo ieri in consiglio comunale il sindaco Fabio Altitonante. La somma da risarcire ad Arci e Asgi costituisce un debito fuori bilancio ed è stata sottoposta all’assise pubblica, insieme ad altri due debiti (300 euro per una multa e 80mila per un esproprio) per la votazione e la conseguente approvazione. «Riteniamo che in quella delibera non ci sia stata nessuna discriminazione e non siamo stati condannati per razzismo», ha spiegato il primo cittadino, «l’amministrazione ha ritenuto inutile proseguire guerre di principio in tribunale, preferendo chiudere a circa 6mila euro piuttosto che spendere ancora soldi in avvocati e spese legali». Nessuna battaglia a oltranza, quindi, ma prudenza e valutazione dei costi/benefici per l’ente.
«Prima di noi mai nessun bonus del genere è stato previsto a Montorio», ha proseguito il sindaco, «gli uffici comunali nello scrivere la delibera avevano indicato requisiti ripresi da altri bandi e bonus nazionali, utilizzati cioè fino a qualche mese prima dallo Stato italiano per poi adeguarsi con una nuova delibera alle più recenti normative ampliandola a tutti i residenti del comune. Peraltro il dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri e il difensore civico regionale avevano compreso e accolto le nostre osservazioni. Questa è stata più una questione legata alle elezioni nazionali che altro». E ha concluso: «Le tre ulteriori spese avevano già le coperture finanziarie nel bilancio previsionale. La nostra linea è quella della prudenza, chiudendo contenziosi nei tempi giusti, senza trascinare le cause per anni con potenziali esborsi ancora più gravosi per i cittadini come quelli che ci siamo ritrovati a pagare in questi anni ereditati dalle precedenti amministrazioni».
La questione ha sollevato reazioni polemiche. In consiglio comunale è intervenuta la consigliera di opposizione del gruppo “Montorio guarda avanti” Eleonora Magno che ha detto: «È grave che un Comune venga condannato per un comportamento discriminatorio. La delibera è stata una questione di ideologia e di bandiera e va a scontrarsi con la tradizione che ha Montorio per l’accoglienza». Magno ha ventilato un suggerimento condiviso anche dalla consigliera Adele Ricci: «La somma da risarcire rientra nelle risorse pubbliche, i consiglieri di maggioranza che hanno scelto in modo inaccettabile di emanare l’ordinanza potrebbero farsi carico delle spese». Il segretario del Partito Democratico locale Mario Tertulliani è intervenuto con una nota stampa bollando la delibera come «una decisione inutile che non solo non ha portato un solo euro alle casse comunali, ma è servita semplicemente a creare distinzione tra bambini di serie A e serie B e in un Paese civile nessuno rimane indietro soprattutto senza motivo. A distanza di due anni rimangono 6.718,96 euro da sostenere a spese dei montoriesi».
Adele Di Feliciantonio