Delitto di Alba, sconto di pena a Marsilii

L’appello riduce da 20 a 14 anni la condanna all’uomo che uccise Di Clemente durante una lite
ALBA ADRIATICA. Sconto di pena per Andrea Marsilii, il 45enne che nell’aprile del 2013 uccise a coltellate ad Alba Adriatica Gabriele Di Clemente, ex cameriere di 72 anni al culmine di una lite. La corte d’assise d’appello dell’Aquila, presieduta dal giudice Fabrizia Francabandera, a latere Marco Flamini, ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado del gup di Teramo Giovanni de Rensis, che aveva condannato l’imputato a 20 anni di reclusione con il processo abbreviato, un rito che prevede la riduzione di un terzo della pena. La corte d’assise d’appello ha invece ridotto la condanna a 14 anni di carcere –sempre considerando la riduzione di pena prevista dal rito– ritenendo, a differenza del giudice di primo grado, le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante della recidiva a carico dell’imputato – difeso dall’avvocato Florindo Tribotti – che ha precedenti per resistenza e lesioni.
Il delitto avvenne la sera del 12 aprile 2013. Marsilii era andato a casa di Di Clemente, invitato a cena da due amici comuni. Al termine della cena, durante la quale si era bevuto parecchio, rimasero solo il padrone di casa e Marsilii e a quel punto scoppiò la lite per motivi mai del tutto chiariti. Marsilii ha sempre sostenuto di essere stato aggredito, ma questa circostanza non è mai stata confermata. Sta di fatto che impugnò un coltellino e colpì il suo ospite con vari fendenti, uno dei quali lo raggiunse alla gola provocando un’emorragia inarrestabile. Nel processo sono stati ascoltati due consulenti psichiatrici: Stefano Ferracuti, che ha sostenuto la seminfermità mentale dell’impuatato, e Renato Ariatti, che ha invece sostenuto l’imputabilità di Marsilii, anche se obnubilato dall’alcol, quindi con una momentanea alterazione della coscienza, al momento del delitto.(e.a.)
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