Delitto Di Martino, nessuno sarà risarcito

15 Settembre 2020

Silvi, niente parti civili nel processo all’architetto accusato di aver ucciso il padre dopo una violenta lite

SILVI. Sarà un processo senza parti civili: così ha deciso la Corte d’ assise nella prima udienza del procedimento che vede imputato Giuseppe Di Martino, il 46enne architetto di Silvi indagato per aver ucciso il 75enne papà Giovanni al termine di una violenta lite scoppiata nella loro casa di Silvi. La Corte (presieduta da Flavio Conciatori) ha accolto l’eccezione sollevata dalla difesa rappresentata dall’avvocato Marco Pierdonati su alcuni profili di illegittimità della costituzione di parte civile della sorella della vittima fatta nel mese di giugno in sede di udienza preliminare. «Volevo essere la voce di mio fratello in tribunale» ha detto la sorella Maria (che è indicata come teste nella lista della Pubblica accusa) al termine dell’udienza. La donna potrà rivolgersi al tribunale civile. La tragedia avvenne nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2019 nella cucina dell’abitazione dove la vittima viveva con la moglie e il figlio, rientrato dal Brasile. Secondo la versione fornita dal 46enne e dalla madre l’anziano sarebbe morto per una caduta accidentale dopo una violenta lite scaturita dalla decisione della donna di voler andare via di casa. Alterco in cui il figlio sarebbe intervenuto per difendere la madre. Una versione alla quale non crede la Procura (il fascicolo è del pm Enrica Medori) che contesta l’ omicidio volontario aggravato. Per l’accusa la lite avrebbe riguardato solo padre e figlio: quest’ultimo avrebbe afferrato il papà al collo e gli avrebbe sbattuto la testa contro un tavolino. Si torna in aula a novembre con il medico legale.(d.p.)
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