Delitto di Nereto, non ci sarà sconto di pena

Il giudice respinge la richiesta di rito abbreviato presentata dall’uomo che ha ucciso la compagna
NERETO. Ci sarà un processo in corte d’assise per l’assassinio di Mihaela Roua, la 32enne mamma di Nereto uccisa dal compagno nell'ottobre dell'anno scorso. Ieri mattina il gip Marco Procaccini ha respinto la richiesta di rito abbreviato (che in caso di condanna prevede la riduzione di un terzo della pena) presentato dal 36enne Cristian Daravoinea, in carcere per omicidio volontario aggravato. Va detto che ormai da più di un anno, con l’entrata in vigore della legge numero 33 del 12 aprile 2019, il rito alternativo dell’abbreviato è stato riformato e non è più applicabile per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo. Ed è stata questa la motivazione addotta dal giudice nel respingere la richiesta di abbreviato presentata dall’uomo, assistito dall’avvocato Fiorenzo Pavone.
La richiesta di abbreviato era stata presentata dopo che la Procura (Davide Rosati il pm titolare del fascicolo) aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato per l’imputato. Daravoinea, indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, da subito (prima davanti al pm Rosati e poi davanti al gip Roberto Veneziano nell’interrogatorio di garanzia) ha ammesso di aver ucciso la donna a coltellate dopo una lite scoppiata in casa durante l’ora di pranzo. In questi mesi l’esame dei cellulari e del computer (affidato dal pm Rosati a vari consulenti e agli accertamenti scrupolosi dei carabinieri del Ris) nella sostanza non ha aggiunto elementi nuovi nella ricostruzione della dinamica di quelle drammatiche ore. La coppia, residente in Italia ormai da anni (entrambi erano dipendenti di aziende della zona), con una figlia, si stava separando: la donna aveva deciso di lasciare il compagno e aveva parlato con un avvocato per capire quali procedure seguire per avviare tutte le pratiche.(d.p.)
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