Delitto di via Orsini Investigatore privato e criminologa in aula

10 Novembre 2016

Fissata l’udienza preliminare per il caldaista di Mosciano dopo che la difesa dell’uomo ha chiesto il rito abbreviato

GIULIANOVA. E’ la dinamica di un omicidio tutta da ricostruire quella che la difesa di Dante Di Silvestre porta nell’udienza preliminare fissata per il 21 novembre dopo la richiesta di rito abbreviato. Per il 60enne caldaista di Mosciano, in carcere con l’accusa di aver ucciso il 49enne imprenditore giuliese Paolo Cialini davanti alla sua figlioletta rimasta in auto e al termine di una lite stradale in via Orsini, i legali Gennaro Lettieri e Nadia Baldini puntano sull’esame dei loro consulenti. Non solo l’anatomopatologo e l’investigatore privato che ha fatto indagini difensive, ma anche una criminologa per contestualizzare quest’omicidio. Partendo, è la linea difensiva, da quel fendente vibrato nella zona ascellare della vittima da un uomo, Di Silvestre, che si è accasciato insieme a lui, ha chiamato l’ambulanza del 118, ha chiamato i suoi familiari, è rimasto in strada ad attendere l’arrivo dei soccorsi. Un delitto d’impeto ha ricostruito la prima ordinanza di custodia cautelare. Secondo gli investigatori quel pomeriggio del 14 giugno tutto sarebbe iniziato intorno alle 15 quando la Fiat Punto guidata da Cialini è uscita da via Galvani con lui alla guida e la bambina sul sedile posteriore. La Punto avrebbe incrociato il furgone Fiorino con al volante Di Silvestre. Tra i due sarebbe successo qualcosa per una questione di viabilità. Sarebbero scesi dai mezzi e ci sarebbe stato un litigio finito con l’omicidio. Il caldaista, che è accusato di omicidio volontario aggravato, ha sempre detto di non essersi accorto che in auto ci fosse la bambina.(d.p.)

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