Dell’Olio, rinviata la sentenza Il giudice spagnolo prende tempo

25 Ottobre 2018

Bisogna attendere ancora qualche giorno per conoscere l’esito del processo terminato martedì sera Il marittimo è accusato di contrabbando. La società armatrice: «Stava solo eseguendo un incarico»

GIULIANOVA. Il processo si è concluso, ma la sentenza non c’è ancora. Il giudice del tribunale spagnolo di Cadice si è infatti riservato e farà conoscere la sua decisione solo tra qualche giorno. È ancora sospesa, quindi, la sorte di Corrado Dell’Olio, il marittimo giuliese accusato di contrabbando insieme agli altri tre uomini imbarcati su un rimorchiatore che stava trainando una nave portacontainer con un carico di sigarette di provenienza illecita. Nell’udienza di lunedì sono stati ascoltati i quattro marittimi che componevano l’equipaggio del rimorchiatore di proprietà di una società armatrice di Trieste. Dell’Olio e i suoi sottoposti si sono dichiarati innocenti come avevano già sostenuto nel luglio del 2017 quando furono fermati dalla guardia di finanza iberica e dalla guardia civil. La tesi dei quattro è rimasta identica e cioè che non potevano conoscere il carico della nave che, tra l’altro, viaggiava con un certificato di origine falsificato. Sul documento era riportato che la merce trasportata nei container era costituita da calzature in gomma. Invece all’interno di un container fu trovato un carico di nove milioni di sigarette “American Legend” contraffatte. L’operazione di polizia doganale a Valencia portò all’arresto di nove persone di cui quattro componenti dell’equipaggio tutto italiano del rimorchiatore. La tesi dell’accusa si base sulla teoria secondo la quale i quattro marittimi non potevano non conoscere la composizione del carico stipato nella stiva del portacontainer. Dell’Olio e gli altri hanno sempre ribadito di essere all’oscuro di tutto e di aver solo ricevuto l’ordine dalla società armatrice di Trieste di rimorchiare la nave fino al porto di Valencia. Il tutto si gioca su questo aspetto e sul fatto che gli inquirenti spagnoli non credono alla tesi innocentista. A discarico dei quattro marittimi, che acquisirono l’ordine solo verbalmente in attesa della conferma cartacea, al processo è stato ascoltato un referente dell’azienda armatoriale triestina che ha confermato l’estraneità di Dell’Olio e dei suoi subalterni precisando che i quattro hanno solo eseguito le direttive impartite dalla ditta giuliana. Tra l’altro i legali dei marittimi hanno spiegato che il rimorchiatore non era dotato di gru e, quindi, che gli assistiti erano nella impossibilità di verificare il carico. A Cadice si è speso parecchio a livello di assistenza ai fermati il console onorario italiano di Siviglia che ha sempre tenuto i contatti con i familiari di Dell’Olio. Il giudice, al termine della seconda giornata del processo, si è riservato di emettere la sentenza nei prossimi giorni. Si è appreso che, in caso di accoglimento delle accuse, la pena massima potrebbe essere di 4 anni di reclusione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA