Denuncia il marito che la fa prostituire

In tribunale il racconto di una donna albanese: «Botte e minacce se non andavo sulla Bonifica »
TERAMO. Lei adesso vive in Inghilterra ma sa che non basta cambiare Paese per dimenticare tutto. Quel tutto lo racconta in un’aula di tribunale in cui l’ex marito, un connazionale albanese, è imputato per maltrattamenti, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Lei lo accusa di averla fatta prostituire sulla Bonifica del Tronto a suon di botte e minacce. «Voleva sempre soldi e non si accontentava mai» racconta in aula. E’ andata avanti per mesi fino a quando, aiutata da un amico, ha trovato il coraggio di denunciare. E al pm che le chiede perchè non lo ha fatto prima risponde: «Avevo paura per me, per la mia famiglia che vive in Albania. Perchè non è facile lasciare quel mondo e non è facile che gli altri possano crederti quando fai la prostituta».
Racconta ai giudici (collegio presieduto da Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) di quella volta che ha tentato il suicidio con il marito che l’ha portata in ospedale e dopo qualche giorno ha firmato per farla uscire anche contro il parere dei medici. «E quando sono tornata a casa sono state ancora botte», dice, «perchè lui voleva i soldi, voleva sempre i soldi e quello che guadagnavo non gli bastava mai». Racconta di venti, trenta incontri al giorno con i clienti, di somme quotidiane che oscillavano tra novecento e mille euro. «Ma a lui non bastavano mai» dice ancora. Parole e lacrime si fondono nell’aula di tribunale in cui lei parla come parte offesa anche se non si è costituita parte civile. «Io voglio solo dimenticare», continua, «voglio solo ricominciare a vivere e dimenticare quello che lui mi ha fatto passare. Le botte erano continue e tante volte ho comprato dei secchi di vernice per ripulire le pareti dagli schizzi di sangue». Racconta che è andata avanti così per tanto tempo e che è proseguita anche quando lei ha cercato di smettere, di lasciare la strada. «Ho iniziato a fare le pulizie nelle abitazioni», dice, «prima in quelle di alcuni clienti e poi anche in altre. I soldi a lui non mancavano mai perchè io gli davo tutto quello che guadagnavo, ma lui voleva sempre di più. Voleva che tornassi sulla Bonifica e le botte sono diventate sempre di più. Fino a quando non sono più riuscita a sopportare e ho denunciato». Una denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta del pm Stefano Giovagnoni. (d.p.)
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