Depuratori, in aula è guerra di consulenze

ALBA ADRIATICA. E’ una “guerra” di consulenze quella che scandisce i tempi di una delle ultime udienze del processo in corso per epidemia colposa su un presunto caso di inquinamento del mare di Alba...
ALBA ADRIATICA. E’ una “guerra” di consulenze quella che scandisce i tempi di una delle ultime udienze del processo in corso per epidemia colposa su un presunto caso di inquinamento del mare di Alba nell’agosto del 2010. Dopo l’audizione dei periti nominati dal tribunale Massimiliano Fabbricini e Marco Guida secondo cui la colpa non fu del malfunzionamento dei depuratori ma di un torrente Vibrata diventato negli anni «un collettore di fogne segnato da scarichi abusivi a non finire», ieri in aula è stato ascoltato il consulente della Procura Alessandro Iacucci. Il professionista, all’epoca incaricato dal pm Laura Colica (titolare del fascicolo), ha ribadito le sue conclusioni e cioè un sovraccarico degli impianti di depurazione che, in questo modo, non sarebbero riusciti a svolgere una corretta depurazione delle acque. Dice l’avvocato Tommaso Navarra, che rappresenta il Wwf e Legambiente costituite parti civili: «Il consulente del pm con estrema precisione ha riferito dei dati a propria conoscenza in pieno riscontro dell’ipotesi di cui alle contestazioni»
Il pm Colica, al termine delle indagini preliminari, ha ipotizzato un nesso tra le enteriti che all’epoca colpirono numerosi bambini, l'inquinamento del mare e il funzionamento dei depuratori di Alba, Sant'Omero, Sant'Egidio, Nereto e Corropoli all'epoca gestiti dalla Ruzzo reti. Secondo l'accusa quei sei depuratori a partire dal 2007 avrebbero riversato sostanze inquinanti nel torrente Vibrata e, di conseguenza, nel tratto di mare davanti ad Alba. Gli imputati sono l'ex presidente della Ruzzo Reti Giacomo Di Pietro e altre cinque persone che all'epoca rivestivano ruoli dirigenziali, soprattutto nell'area tecnica, all'interno di Ruzzo e della controllata Spt: Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio, Alfonso Cuccodrillo, Domenico De Flavis. Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’epidemia colposa al disastro ambientale. Ieri in aula sono stati ascoltati anche i tre consulenti della difesa.(d.p.)
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