Derivati, il Comune sospende il pagamento alle banche

TERAMO. Sull'uscita dai cosiddetti "derivati" il Comune è in «colpevole ritardo». Lo afferma il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto secondo cui l'incarico assegnato dall'amministrazione all'avvocat...
TERAMO. Sull'uscita dai cosiddetti "derivati" il Comune è in «colpevole ritardo». Lo afferma il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto secondo cui l'incarico assegnato dall'amministrazione all'avvocato Duilio Manella per chiudere i contratti stipulati nel 2006 con due banche conferma le preoccupazioni già espresse in passato sull'operazione.
Dalla prima analisi dell'esperto, infatti, sono emerse forti criticità che riguarderebbero «profili di nullità che hanno già avuto ripetuti avalli giurisprudenziali». Per questo l'ente, su indicazione del legale, ha sospeso la liquidazione della quota dovuta entro fine anno ai due istituti di credito e pari a 216mila euro. I versamenti, infatti, andrebbero considerati indebiti. Queste considerazioni, a detta di D'Alberto, rafforzano il convincimento che la scelta fatta dieci anni fa dalla giunta, che vincola il Comune fino al 2025 nel caso in cui non si riesca a trovare una via d'uscita, si è rivelata dannosa e illegittima. I contratti derivati, per i quali l'amministrazione ha dovuto sborsare rate annue di 400mila euro, avrebbero dovuto essere attivati con una delibera di consiglio. «Com'è possibile che una maggioranza, una giunta, adotti delle scelte finanziarie così rilevanti e pesanti», domanda il capogruppo del Pd, «che scaricano inesorabilmente i loro effetti negativi sulle generazioni successive di cittadini?». Le due banche, tra l'altro, sono state scelte senza indire una gara pubblica che avrebbe garantito piùtrasparenza e condizioni migliori per l'ente. «Quanto hanno pagato in questi anni», chiede D'Alberto, «e quanto devono pagare ancora i cittadini teramani per questa scelta scellerata e per il ritardo con cui l'amministrazione comunale ha affrontato questa situazione?». Il capogruppo del Pd, dunque, sollecita la conclusione della «disastrosa vicenda» senza altri aggravi per i teramani dovuti a «inefficienze ed errori del centrodestra». (g.d.m.)
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