Derubata dell’identità digitale: con i suoi dati fanno truffe online

Vittima una teramana 55enne che ha presentato una segnalazione per sostituzione di persona Per due volte la donna si è dovuta difendere dall’accusa di aver raggirato con vendite senza consegne
TERAMO. Per due volte è stata denunciata e per due volte ha dovuto dimostrare che non è un truffatrice ma una vittima.
L’ennesima vittima di un furto d’identità digitale, uno dei pericoli più grandi che si corrono nell’era dell’online, è una donna teramana di 55 anni. Qualcuno è riuscito a impossessarsi di una copia digitale del suo documento di identità e con quella ha aperto un account su vari siti di vendita di oggetti. Con il nome della donna ha truffato vari acquirenti facendosi accreditare dei soldi e non spedendo gli oggetti venduti agli acquirenti online. Solo quando è stata contattata dalle forze dell’ordine per la denuncia a suo carico, la teramana ha scoperto di essere stata vittima di un furto di identità, probabilmente avvenuto nell’aprire qualche link ricevuto, e che con le sue credenziali qualcuno aveva aperto un conto corrente postale con cui farsi pagare per l’acquisto di prodotti mai arrivati a destinazioni. La donna ha presentato una denuncia per sostituzione di persona e ora spera solo che nell’infinita galassia web non ci siano altri documenti con le sue credenziali rubate visto che a suo carico sono già stata presentate due denunce per truffa.
Negli ultimi tempi i reati di questo tipo sono aumentati in maniera esponenziale, portando ad innalzare notevolmente l’attenzione su un tema che non sempre viene compreso a fondo dagli utenti del web. Cioè tutti noi. Navigare online, infatti, espone a dei rischi concreti soprattutto per le persone meno avvezze alle nuove tecnologie che, non a caso, risultano essere tra quelle maggiormente soggette al furto d’identità digitale. Una minaccia, quella dei furti di identità, molto più diffusa di quanto l'utente internet possa immaginare. Perché sono sempre più frequenti i grandi attacchi di cyber criminali che entrano in server internazionali facendo incetta di dati personali degli utenti. Sistemi che si aggiungono alle tecniche più classiche, “phishing” o “malware” usati dai criminali per sottrarre dati dai pc o dai cellulari degli utenti. In questo caso la donna è stata derubata con la truffa del “phishing”. Si tratta di un sistema che consiste nell’inviare false e-mail o falsi sms spacciandosi per banca o poste al fine di spingere la vittima ad inoltrare i propri dati personali, come numero della carta o della postepay, per poi utilizzarli per operazioni di clonazioni. Come difendersi? La migliore arma è la prevenzione e su questo insistono gli esperti del compartimento regionale della polizia postale (diretto da Elisabetta Narciso) che da qualche tempo, così come successo a livello nazionale, è diventato centro operativo di sicurezza cibernetica. Quasi a voler sottolineare anche con le parole l’attività posta a tutela della sicurezza contro il cybercrimine.
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