Derubato dell’identità digitale: i suoi dati usati per truffe online

Vittima un quarantenne che sotto pandemia ha accettato un lavoro con comunicazioni solo via email I dati personali sono stati scambiati su una piattaforma che dopo il primo mese è risultata disattivata
TERAMO . Il furto d’identità digitale è uno dei pericoli più ricorrenti nell’era dell’online. Negli ultimi tempi i reati di questo tipo sono aumentati in maniera esponenziale, portando a innalzare notevolmente l’attenzione su un tema che non sempre viene compreso a fondo dagli utenti del web. Come è capitato a un quarantenne teramano che si è accorto di essere stato derubato dei suoi dati e della sua identità digitale – usati successivamente per fare truffe online– al termine di un periodo di lavoro ottenuto sotto pandemia.
Il lavoro consisteva nel ricevere al proprio domicilio dei pacchi contenenti prodotti di vario genere, controllare lo stato degli imballaggi e dei prodotti, fotografare il pacco chiuso, l’imballaggio, rifare il pacco e rinviarlo tramite corriere. Tutte le comunicazioni sono avvenute tramite operazioni fatte su una piattaforma online, compresa quella per l’assunzione. In questo modo, secondo quanto segnalato all’uomo sempre via email, il presunto datore di lavoro avrebbe risparmiato in tasse di spedizioni e sarebbe stato sicuro di ricevere la merce in uno stato adeguato. Al momento del pagamento dello stipendio, dopo il primo mese di attività, i soldi non sono arrivati, gli indirizzi e la piattaforma online sono spariti e i pacchi non sono più stati inviati. A questo punto l’uomo, assistito dall’avvocato Massimo Tiberio, ha presentato denuncia con tanto di apertura d’inchiesta da parte della Procura distrettuale dell’Aquila competente per i reati informatici. Una minaccia, quella dei furti di identità, molto più diffusa di quanto l'utente internet possa immaginare. Perché sono sempre più frequenti i grandi attacchi di cybercriminali che entrano in server internazionali facendo incetta di dati personali degli utenti. Sistemi che si aggiungono alle tecniche più classiche, “phishing” o “malware” usati dai criminali per sottrarre dati dai pc o dai cellulari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

