Deserta l’asta per il caffè Grande Italia

Nessuna offerta in tribunale: il prezzo ora scende a 176mila euro. Aggiudicato invece l’affitto dei locali di via Badia
TERAMO. Nessuna offerta per il Grand’Italia. È andata deserta l’asta giudiziaria per la vendita dei locali dello storico caffè teramano a un prezzo base di 220mila euro fissato dal curatore fallimentare Sergio Saccomandi. È andata deserta anche la gara per la vendita dei furgoni, mentre sono stati aggiudicati il dehor, che dovrà essere smantellato da piazza Martiri della Libertà, e l’affitto per tre mesi dei locali di via Badia. Questi ultimi hanno ricevuto tre offerte per la gestione in affitto prorogabile per altri tre mesi, ma l’aggiudicatario risulta essere un laboratorio di prodotti da forno e pasticceria di San Nicolò a Tordino che si è aggiudicato l’esercizio a un costo di 2500 euro mensili rispetto ai 2.250 euro mensili fissati per a base d'asta. Questo avrà anche un diritto di prelazione sulla vendita dei locali che è la strada che intende perseguire il curatore fallimentare. Il dehor è invece stato aggiudicato a un prezzo di 15 mila euro più i costi di smantellamento e trasporto a carico dell’aggiudicatario.
Invece per i centralissimi locali del caffè Grand'Italia di piazza Martiri non sono arrivate proposte e così le serrande dei portici sembrano destinate a rimanere chiuse. Probabilmente l'intenzione comune degli aspiranti al bando è stata quella di sollecitare un ritocco verso il basso del prezzo di vendita fissato inizialmente a 220mila euro. Anche perché oltre alla somma fissata per la vendita del caffè di piazza Martiri, l’aggiudicatario deve subentrare anche al contratto di affitto quantificato in cinquemila euro al mese oltre alle rivalutazioni. Il contratto di affitto attualmente in vigore scade il 31 maggio 2017, mentre si poteva scegliere se subentrare o meno anche al leasing delle attrezzature. E difatti il prezzo è stato abbassato visto che ieri in udienza, il giudice delegato Giovanni Cirillo ha stabilito di rimettere in gara la vendita dell’attività di piazza Martiri con una seconda asta, fissando un prezzo inferiore del 20%, pari a 176mila euro. Stessa riduzione percentuale per i mezzi che inizialmente sono stati messi all'asta a una cifra di undicimila euro. Resta il fatto che rimane il brutto colpo d'occhio per gli storici locali chiusi dopo il fallimento della Tfz, la società che gestiva gli esercizi di piazza Martiri e via Badia, che ha lasciato un debito da 1,7 milioni di euro ancora da ripianare. Tuttavia non dovranno accollarselo i futuri nuovi aggiudicatari perché resta in capo alla curatela che farà fronte alla liquidazione con le somme a sua disposizione.
Marianna De Troia
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