Deserte le bancarelle dei due mercati alimentari

ROSETO. Quattro bancarelle di generi alimentari, una in via Pineta e tre in via L’Aquila, e in giro quasi nessuno. Come il mercato rionale del martedì in piazza Olimpia, anche quello di ieri nei...
ROSETO. Quattro bancarelle di generi alimentari, una in via Pineta e tre in via L’Aquila, e in giro quasi nessuno. Come il mercato rionale del martedì in piazza Olimpia, anche quello di ieri nei pressi della pineta Celommi non ha visto una grande partecipazione da parte dei cittadini.
Nel corso della mattinata qualcuno ha comprato un po’ di pesce, altri panini con la porchetta, e altri ancora frutta e verdura. La percezione che si è avuta, però, è che i cittadini abbiano compreso l’importanza di restare a casa per evitare assembramenti, preferendo per fare la spesa e per le necessità i grandi supermercati. «Con questi due mercati di soli banchi alimentari», dice l’assessore al commercio Orazio Vannucci, «garantiamo i generi di prima necessità e diamo anche un’alternativa ai grandi supermercati. Sinceramente non ci aspettavamo questo scarso afflusso. Evidentemente le persone preferiscono ancora i supermercati ma, per evitare assembramenti, a mio avviso il mercato all’aperto è una valida alternativa». I due mercati dunque, sia quello del martedì in piazza Olimpia sia quello del giovedì nei pressi della pineta, continueranno a svolgersi nelle prossime settimane, salvo eventuali nuove decisioni da parte del governo . Vannucci, oltre ad invitare i cittadini a frequentare i mercati in alternativa ai grandi supermercati, ricorda anche che ci sono le piccole attività, come macellerie, forni e fruttivendoli, dove il flusso di persone è sicuramente minore rispetto ai supermercati. «Abbiamo dato la possibilità a queste piccole attività di registrarsi sulla nostra pagina facebook», aggiunge Vannucci, «affinché possano pubblicizzarsi e fare le consegne a domicilio. Poi certamente i cittadini si recano in queste attività per comprare il pane o la carne, ma con le consegne a domicilio puntiamo a far restare a casa le persone il più possibile». (l.v.)
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