Destino incerto per il recupero dell’Eliana

Vanno trovati almeno 45mila euro. Nel peschereccio colato a picco persero la vita Artone e Mazzi
GIULIANOVA. Destino ancora incerto per il peschereccio Eliana naufragato il 25 luglio 2017, durante una tempesta, al largo del porto giuliese. Nel naufragio morirono il comandante e proprietario della barca Elia Artone, 65 anni, e il marittimo Carlo Mazzi di 54 anni. A nove mesi quel terribile eventi, dopo alcuni tentativi di recupero, il relitto dell’imbarcazione giace ancora a circa 13 metri di profondità. Il peschereccio, come hanno rilevato le immersione dei sub, è poggiato sul fondo in posizione di navigazione, al centro di un allevamento di cozze. Il natante, fino a poco tempo fa, risultava circondato dal fango fino alla linea di galleggiamento, circostanza che ha creato ulteriori difficoltà per il recupero Prima di desistere, i vigili del fuoco, attraverso la tecnica dei palloni gonfiabili, riuscirono a ottenere solo un piccolo spostamento dello scafo. Il tenente di vascello Clarissa Torturo, comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Giulianova, non nasconde le difficoltà del caso e afferma: «È previsto che il recupero venga effettuato dalla società armatrice. Nel caso in cui ciò non dovesse accadere, allora sarà l’autorità preposta a procedere in tal senso addebitando i relativi costi alla proprietà. Siamo in attesa, prima di qualsiasi decisione, di conoscere le volontà degli eredi. Fortunatamente il relitto è posizionato in una zona interdetta alla navigazione e ciò non imprime eccessiva fretta alla necessità di recupero». L’operazione costa almeno 45mila euro, una somma di cui la famiglia Artone non dispone. Nel settembre scorso ci fu una riunione nella sede dell’Ente, ala quale parteciparono vari enti e associazioni e associazioni, per trovare il modo di aiutare le famiglie dei marinai scomparsi, in particolare quella di Artone a sostenere le spese per il recupero della barca, ma l’incontro non diede i risultati sperati. In seguito Flaviano Di Giosafat (Uil Pesca) e Vincenzo Staffilano (Federpesca) sono riusciti, tramite la Ebi Pesca di Roma, a far giungere un aiuto economico alle due famiglie, ma per recuperare il natante occorrono ben altre risorse.
Alfonso Aloisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

