Detenute a Castrogno, il 40% soffre di disagio psichico

TERAMO. La condizione delle donne nel carcere di Castrogno è stata al centro dell'iniziativa del Partito radicale, che ieri – in occasione dell’8 marzo – con una delegazione di nove osservatori ha...
TERAMO. La condizione delle donne nel carcere di Castrogno è stata al centro dell'iniziativa del Partito radicale, che ieri – in occasione dell’8 marzo – con una delegazione di nove osservatori ha visitato la sezione femminile dell'istituto. Le detenute sono 42, su 50 posti disponibili, quindi «almeno sul fronte del sovraffollamento non registriamo criticità, a differenza di quanto avviene per il reparto maschile» ha spiegato Ariberto Grifoni, radicale e capodelegazione, «sono tuttavia altre le problematiche che andrebbero subito affrontate: il lavoro per le detenute, la presenza di bambini e il disagio psichico diffuso».
La delegazione dopo aver visitato il carcere ha incontrato i giornalisti illustrando nel dettaglio la situazione che racconta soprattutto di una diffusa sofferenza psicologica patita dalle donne di Castrogno. Delle 42 detenute solo una ha la possibilità di lavorare all'esterno della struttura, le altre svolgono servizio interno «con retribuzioni misere», ha detto Grifoni. C'è poi la questione dei minori: sono due i bambini molto piccoli che si trovano attualmente in carcere con le madri e «questa situazione reca vergogna a una Repubblica democratica», ha aggiunto il capodelegazione invocando, in un'ottica di generale di sovraffollamento delle carceri, interventi diretti del governo quali amnistia e indulto. Altro tema caldo è quello del disagio psichico: il 40% delle detenute ne soffre e anche su questo Grifoni chiede azioni decise.
La delegazione che ieri mattina si è recata in carcere era composta da: Monica Brandiferri, Caterina Provvisiero, Marisa Di Pietro, Mariantonietta Cerbo, Lucia Umile, Manola Di Pasquale, Tommaso Navarra, Jacopo Di Michele. (v.m.)
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