Detenuti appiccano un incendio: un agente intossicato dal fumo

15 Agosto 2023

Il poliziotto interviene per spegnere materassi e lenzuola in fiamme ed evita conseguenze più gravi Un altro recluso tenta il suicidio in cella con una busta, salvato dalla polizia penitenziaria

TERAMO. Permane altissima la tensione nel carcere di Teramo: nel fine settimana si sono registrati un incendio appiccato in sezione da alcuni detenuti e il tentato suicidio di un recluso.
Il primo episodio è segnalato dal sindacato della polizia penitenziaria Sappe, il cui segretario provinciale Giuseppe Pallini scrive: «Due sere fa si è registrato l’ultimo grave evento critico. All’interno della sezione protetta, alcuni detenuti italiani e magrebini hanno appiccato il fuoco a un materasso e alle lenzuola. In poco tempo tutta la sezione era avvolta da fumo denso e acre creando panico e paura tra i 50 ristretti. L’agente di polizia penitenziaria di servizio incurante della propria incolumità personale non esitava a spegnere le fiamme evitando così più gravi conseguenze a tutti i detenuti. Il poliziotto, per le esalazioni, veniva trasferito in ospedale con l’ambulanza riportando cinque giorni di prognosi». Il Sappe esprime solidarietà al poliziotto e ricorda che «da tempo che le carceri sono diventate un colabrodo per le precise responsabilità di chi ha creduto di allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna e in danno delle donne e uomini della polizia penitenziaria. Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per far scontare nelle loro carceri le pene, come anche di prevedere la riapertura degli ospedali psichiatrici giudiziari dove mettere i detenuti con problemi mentali, sempre più numerosi nelle patrie galere. Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della polizia penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressante e gravose». Il Sappe, infine, sollecita la direzione del carcere teramano a chiedere «il dovuto riconoscimento premiale all’agente per il gesto eroico».
La notizia del salvataggio di un detenuto dal tentativo di suicidio arriva dalla segreteria provinciale del Sinappe, altro sindacato di categoria, che scrive: «Nella serata di sabato 12 agosto, due agenti di polizia penitenziaria hanno salvato la vita di un detenuto. Il predetto aveva tentato di impiccarsi legandosi un cappio al collo ricavato da manici di uno “shopper” (una busta della spesa, ndr), appendendosi alle sbarre della finestra della propria camera di pernotto. A dare l’allarme è stato il suo compagno di cella, facilitando il pronto intervento dei due agenti di polizia che riuscivano a slegarlo dal cappio salvandogli la vita. Si evidenzia ancora una volta la professionalità del corpo di polizia penitenziaria, ligio al dovere nonostante sempre bistrattato e non tutelato dai mancati interventi dei politici che sfilano tra le sbarre appendendo promesse al chiodo».(red.te)
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