Detenuto evaso, arrestati tre complici

Fermati la compagna romena, un suo connazionale e un albanese: sono accusati di averlo aiutato. Oggi l’interrogatorio
TERAMO. In tre sono finiti in carcere per procurata evasione: per l’accusa hanno aiutato il detenuto che nel settembre dell’anno scorso è evaso dal carcere di Castrogno con una fuga rocambolesca degna di un film. Del 39enne albanese Roland Dedja ancora nessuna traccia, ma da mercoledì in cella sono finiti la sua compagna, una cittadina romena, un suo connazionale e un cittadino albanese. La donna è nel carcere di Castrogno dove questa mattina si svolgerà l’interrogatorio di garanzia, mentre gli altri due sono stati arrestati sul territorio marchigiano e sono detenuti in altri istituti penitenziari. Le certosine indagini sono state portate avanti dalla squadra mobile su delega del sostituto procuratore Davide Rosati che ha chiesto ed ottenuto le ordinanze firmate dal gip Roberto Veneziano. Secondo l’accusa i tre avrebbero aiutato l’uomo nell’evasione e poi coperto nei giorni successivi. Il 39enne tredici anni fa era già fuggito da un altro carcere, in questo caso Pisa, calandosi con un lenzuolo. A Teramo lo ha fatto con una corda da rocciatore molto probabilmente aiutato da un drone con cui i complici gli hanno inviato tutto l’occorrente. A giugno era arrivato nel carcere teramano proveniente da Bologna dove la Procura lo accusa di spaccio di droga e sequestro di persona. Era recluso al terzo piano dell’edificio in una cella in cui al momento era solo. Avrebbe tagliato le sbarre della finestra del bagno della cella utilizzando i cosiddetti “capelli d’angelo”, ovvero dei fili di ferro diamantati usati per tagliare il ferro. Ha aperto un varco piccolissimo da cui è riuscito a passare calandosi poi per oltre 15 metri con la corda .
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