Detenuto morto in cella per uno scompenso di cuore

TERAMO. La morte causata da uno scompenso acuto di cuore: così ha accertato l’autopsia eseguita ieri su Mariano Di Rocco, il 56enne detenuto di Sulmona trovato senza vita nella sua cella di Castrogno....
TERAMO. La morte causata da uno scompenso acuto di cuore: così ha accertato l’autopsia eseguita ieri su Mariano Di Rocco, il 56enne detenuto di Sulmona trovato senza vita nella sua cella di Castrogno. L’autopsia, disposta dal pm Enrica Medori, è stata eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra e all’esame ha preso parte il consulente di parte Terenzio Ventura nominato dalla famiglia dell’uomo. Nel corso dell’esame sono stati fatti prelievi per ulteriori accertamenti. Dopo l’esame la Procura ha dato il nulla osta per l sepoltura.
La famiglia dell’uomo ha presentato denuncia per chiedere chiarezza. Secondo i familiari, rappresentanti dagli avvocati Paolo Vecchioli e Stefano Michelangelo, il quadro clinico del detenuto non era compatibile con il regime carcerario. Per questo era stata chiesta la sua scarcerazione affinché l’uomo, da tempo alle prese con una grave forma di diabete, potesse essere curato in ospedale o nella sua abitazione da personale medico specializzato. Di Rocco avrebbe finito di scontare la pena a febbraio. Lo stava facendo agli arresti domiciliari trasformati in carcere dopo che era stato sorpreso fuori casa da una pattuglia dei carabinieri. A dare l’allarme nella mattinata di domenica di ieri sono stati gli agenti di polizia penitenziaria di Castrogno che intorno alle 6.30 hanno fatto la scoperta durante il normale giro di controllo. In poco tempo sono scattati i soccorsi, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. La morte, secondo una prima indicazione emersa dopo l’ispezione cadaverica, sarebbe sopravvenuta nella notte, qualche ora prima della scoperta. Sul corpo, così come confermato dall’autopsia, nessun segno di violenza.
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