Detenuto tenta di strangolare un agente

27 Novembre 2023

I sindacati di polizia penitenziaria: «Aveva già creato disordini, ma le richieste di trasferirlo sono state respinte più volte»

TERAMO. «Nel tardo pomeriggio di sabato 25 novembre un detenuto originario della provincia di Pescara ristretto in uno dei reparti di media sicurezza, già noto alle cronache penitenziarie e all’autorità giudiziaria per essersi reso protagonista di gravi atti di aggressione al personale di polizia, è nuovamente andato in escandescenza tentando di strangolare un agente di polizia penitenziaria dopo averlo minacciato di morte e aver preteso l’impunità incondizionata nonostante continui imperterrito a trasgredire quotidianamente regole di disciplina e norme penali all’interno del carcere».
Lo riferiscono in una nota congiunta – inviata non solo alla stampa ma anche al provveditore per l’Abruzzo dell’amministrazione penitenziaria e alla direttrice del carcere di Castrogno – le segreterie dei sindacati provinciali di polizia penitenziaria, che parlano di «abbandono istituzionale» subìto dal Corpo nella casa circondariale di Teramo.
«Soltanto il pronto intervento delle esigue risorse di personale di polizia penitenziaria», continuano i sindacati, «ha evitato lo strangolamento del collega che avrebbe di certo potuto subire conseguenze ben peggiori. Ad ogni modo il poliziotto veniva inviato presso il pronto soccorso cittadino per gli accertamenti e cure necessarie, successivamente veniva dimesso con tre giorni di prognosi».
Secondo i sindacati, si è trattato di un’aggressione annunciata. La nota infatti continua: «Appare urgente denunciare l’immobilismo dimostrato dal superiore ufficio detenuti presso il Provveditorato interregionale Lazio Abruzzo e Molise, che da diversi giorni era stato allertato circa la situazione del detenuto aggressore. Infatti, giorni addietro lo stesso si era reso protagonista di disordini e atti di violenza, che evidentemente erano motivo valido per un allontanamento dall’istituto di Teramo; ma il Provveditorato rigettava più volte le richieste di trasferimento inoltrate».
Le organizzazioni sindacali firmatarie della nota chiedono l’immediato allontanamento del facinoroso in base a specifiche circolari dipartimentali e al fantomatico protocollo operativo, oramai in vigore da mesi, e la contestuale rimozione del dirigente in servizio all’ufficio trasferimenti detenuti del Provveditorato Lazio, Abruzzo e Molise». In generale, i rappresentanti degli agenti di Castrogno ripropongono con forza «la difficoltà a lavorare, con una popolazione detenuta che ha raggiunto un sovraffollamento non più tollerabile che va ben oltre il 150%, con troppe tipologie di ristretti, spesso incompatibili tra loro, con una carenza di personale anch’essa altissima, che si accompagna a un’età media dello stesso sempre più alta. Purtroppo, a tutto questo si accompagna quello che noi chiamiamo abbandono istituzionale».(red.te)