Detriti e rifiuti nelle reti È allarme tra i pescatori

Il titolare del peschereccio “Federico I”: «Lacerate da chili di tronchi e bottiglie» Intervento anche della guardia costiera, il Cogevo chiede misure urgenti
GIULIANOVA. Monta la protesta dei pescatori che tornano a chiedere a gran voce la pulizia dei letti dei fiumi. Grande è la quantità di detriti, legno e oggetti in plastica che, a causa delle piene dei fiumi, viene scaricata in mare, in concomitanza con forti piogge e mareggiate e finisce nelle reti distruggendole e provocando danni economici ai marittimi. Ieri la mole consistente di questi rifiuti ha devastato, letteralmente, le reti di alcuni marinai appartenenti alla piccola pesca. Una problematica che esiste già da alcuni giorni, ma che ieri mattina è diventata emergenza.
Giovanni Pace, marittimo e titolare del peschereccio “Federico I”, ha ritrovato le proprie reti lacerate da chili e chili di tronchi, canne, fascine, buste, cassette e bottiglie di plastica. Racconta Pace: «Mi sono trovato di fronte a un vero e proprio disastro. Le mie reti non sono più buone, sono da buttare perché non si possono nemmeno riparare. Retine colme di materiali scaricati nei fiumi e rigettati in mare dal Tordino, dal Tronto, dal Vibrata e dal Salinello: sei cale piene di immondizia, ho finito di liberarle solo in tarda mattinata. Mi chiedo come sia possibile la presenza di tutta questa immondizia a appena un miglio di distanza dal porto: è solo a causa di una calamità naturale, oppure questi rifiuti non vengono rimossi dai fiumi da chi di competenza? Per due settimane non potrò lavorare, ho subito ingenti danni: chi mi risarcirà?».
La Guardia Costiera è intervenuta in banchina, verificando l’effettiva presenza nelle reti di materiale, prevalentemente di tipo naturale. Un fenomeno che parrebbe verificarsi spesso, in concomitanza con il maltempo. Nei giorni scorsi, i pescatori allarmati, avevano rilevato anche l’eccessiva presenza di sabbia nei fondali, che minaccia la sicurezza degli approdi. L’insabbiamento mette a rischio le imbarcazione così i marittimi hanno richiesto di velocizzare il dragaggio. Walter Squeo, componente associato di Cogevo (il consorzio dei vongolari), sempre sensibile alle problematiche legate all’ambiente marino, ha dichiarato: «Ci preoccupa questa situazione e quanto accaduto ai pescatori; non ci fa piacere vedere tutto questo scarico di materiale dal fiume verso il mare. Anche se noi vongolari siamo in fermo biologico, ci interessa la salvaguardia dell’eco sistema marino, perché determinante per la qualità del pescato».
Va detto che nel corso del 2021 ha preso vita il progetto ambientale “Giulianova fishing for litter”, finanziato dalla Regione nell’ambito del fondo dell’Unione europea per la pesca: lo scopo è la salvaguardia del mare grazie all’ausilio degli operatori ittici aderenti all’iniziativa, che possono conferire in porto i rifiuti pescati accidentalmente.
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