«Deve pagare 700 euro». Ma è una truffa

L’associazione Robin Hood denuncia richieste di denaro da parte di presunte società di energia elettrica
TERAMO. Per mesi ha ricevuto richieste di pagamento, per consumi di energia elettrica, da una presunta società del gruppo Eni. E per mesi A.R., 68 anni, ha continuato a far presente che non era loro cliente. Fino a quando, di fronte a un’ingiunzione di pagamento, ha deciso di rivolgersi all’associazione dei consumatori Robin Hood, scoprendo di essere vittima di una tentata truffa. A raccontare la vicenda il presidente dell’associazione Pasquale Di Ferdinando. «Il nostro assistito per circa sei mesi ha continuato a ricevere richieste di pagamento da parte di questa società», spiega, «e ogni volta gli ha risposto di non essere loro cliente. Fino a quando non gli è arrivata una raccomandata in cui l’azienda lo diffidava a pagare una somma di 700 euro, minacciando in caso contrario di avviare le relative azioni legali». A quale punto l’uomo ha deciso di rivolgersi all’associazione. «Documentazione alla mano abbiamo immediatamente inviato una pec alla società, della holding Eni, che ci ha risposto immediatamente confermandoci come il nostro assistito non risultasse essere loro cliente e quindi come nulla fosse dovuto. E trattandosi probabilmente di una truffa, ci hanno chiesto di inviargli la raccomandata ricevuta da A.R. per un’azione di autotutela». Di Ferdinando sottolinea come quello accaduto al 68enne teramano non sia certo il primo caso di questo tipo. «Sono numerosi i casi di persone che si vedono arrivare richieste di pagamento di questo tipo», spiega il presidente dell’associazione Robin Hood, «con bollettini intestati a società conosciute e magari la stessa con la quale hanno attivato l’utenza. Non tutti vanno a controllare se i dati corrispondono a quelli reali dell’azienda e quando si tratta di somme piccole magari pagano e basta. Il nostro consiglio è di conservare sempre tutti i pagamenti per cinque anni e verificare sempre la corrispondenza dei dati». (a.m.)
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