Dezi: «Dalle immagini sembra sia stata una manovra errata»

Il presidente dell’Avio club di Corropoli conosceva bene la vittima: «Era un pilota esperto, è stata una fatalità»
CORROPOLI. L’aviosuperficie di Corropoli era il campo da cui sono partiti i quattro velivoli acrobatici impegnati nell’esibizione finita in tragedia. «Una fatalità. Tutti e quattro i piloti sono cari amici e Ricci lo conoscevo bene», racconta il presidente dell’Avio Club Val Vibrata Remo Dezi (nella foto), esperto pilota.
«Ricci, che all’attivo aveva oltre tremila ore di volo, mi aveva consegnato i suoi effetti personali prima di decollare per Alba Adriatica perché li custodissi. Gli ho fatto gli auguri di buona fortuna per l’esibizione porgendo una pacca beneaugurale. Lo aspettavo al pomeriggio, dopo lo show, per fare il pieno al suo velivolo con il quale Marco sarebbe dovuto tornare in Toscana. Avevamo valutato condizioni meteo e del vento e invece non l’ho più visto ed è stato uno shock. I suoi effetti personali li ho riconsegnati alla famiglia». Dezi confida nella magistratura perché faccia luce sul disastro aereo, sa bene che è difficile ora capire cosa sia successo, ma formula la sua ipotesi sulla base delle sequenze fotografiche. Tenderebbe ad escludere il guasto tecnico preferendo la pista della manovra errata .
«L’errore umano potrebbe essere la causa dell’incidente», aggiunge Dezi, «avvenuto durante la manovra della figura a specchio». Secondo il presidente dell’Avio club, Ricci sarebbe “entrato” nel velivolo di Franceschetti dall’elica provocando la rottura dell’ala nell’impatto. Ricci, a quel punto, ha perso il controllo e si è inabissato mentre Franceschetti ha adottato la manovra di sicurezza ed emergenza secondo il manuale: ha aperto il cupolino e si è tolto la cuffia per tentare di uscire. Il biciclo (il carrello fisso a due ruote,ndr) riesce ad atterrare su superfici solide e piane mentre in acqua, come poi è accaduto, ha cappottato».
«Marco e tutti gli altri», ricorda ancora Dezi, «il giorno prima dell’airshow stavano qui all’Avioclub. Meticolosi come sono, simulavano le figure a terra e Marco, da perfetto comandante, li guidava». Dezi, inoltre, vuole precisare alcune cose: «I quattro velivoli non erano ultraleggeri ma Esperimental dell’aviazione civile generale. Chi guida questi velivoli è un pilota mentre chi conduce un ultraleggero consegue un attestato di volo dopo adeguata preparazione».
Alex De Palo
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