«Di Bonaventura ha subito penalizzato la Val Vibrata»

2 Gennaio 2019

VAL VIBRATA. Una nota diffusa dal coordinamento del Pd della Val Vibrata analizza in modo caustico i nuovi assetti della Provincia di Teramo dopo l’elezione del presidente Diego Di Bonaventura e la...

VAL VIBRATA. Una nota diffusa dal coordinamento del Pd della Val Vibrata analizza in modo caustico i nuovi assetti della Provincia di Teramo dopo l’elezione del presidente Diego Di Bonaventura e la distribuzione delle deleghe ai consiglieri. «La Val Vibrata ha iniziato a comprendere», si legge nella nota, «come la nuova amministrazione provinciale di centrodestra abbia avvalorato, nuovamente, una vecchia tara amministrativa di parte della politica teramana, che deprezza la vallata, quale territorio periferico e marginale. La Val Vibrata all’indomani della costituzione della nuova giunta provinciale è rimasta monca di ruoli cruciali, privata da rappresentanze autorevoli capaci di indirizzare scelte decisive nella strategia dello sviluppo provinciale. Sono stati nuovamente persi posizionamenti importanti e incarichi decisivi, come ad esempio è andato perduto l’assessorato alla viabilità che, attraverso Mauro Scarpantonio, aveva impostato un importante lavoro di ripristino della viabilità. La concessione della delega alle pari opportunità assegnata ad Ambra Foracappa, votatissima in vallata eppur sottostimata nel ruolo politico dalla propria compagine, rappresenta ancor più chiaramente l’incapacità del centrodestra vibratiano di imporsi rispetto a logiche di parte che da anni penalizzano la vallata avvalorando una logica di esclusione. Accadde, ricordiamolo, con la giunta regionale Chiodi, continua ad accadere ancora oggi con la “lontananza” del nuovo assetto provinciale appena insediatosi. La domanda sorge spontanea: quanto vale la Val Vibrata per il centrodestra?».
Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura replica così: «Deleghe aperte, molte non assegnate e rimaste nelle mie mani proprio a garanzia degli interessi dell’intero territorio, un consiglio in scadenza: al massimo entro marzo bisognerà andare a nuove elezioni. L’enorme rispetto che abbiamo verso le istituzioni ci ha condotto a entrare in punta di piedi in una amministrazione che ha rinnovato il presidente ma non il consiglio. Una situazione temporanea che sarà sanata solo con il rinnovo dell’assemblea ponendo un paletto, per quanto parziale, a questa anomalia istituzionale. Parlare di mancata rappresentanza, in una simile circostanza, significa non aver capito cosa è e come opera, in questo momento, l’ente Provincia».
Di Bonaventura continua: «La totale e imparziale attenzione verso tutto il territorio è dimostrata dagli atti approvati in queste poche settimane: abbiamo mantenuto gli impegni assunti dalla precedente amministrazione e abbiamo votato le deliberazioni praticamente all’unanimità con un programma di investimenti che conferma l’assoluta ed equanime attenzione nei confronti dell’ambito vibratiano. Non sono abituato ad amministrare pesando luoghi e persone con il manuale Cencelli», conclude, «è una politica che non mi appartiene, scelgo e decido pensando solo ai cittadini. E vorrei che cominciassimo a raccontarci come una comunità unica che mi piacerebbe vedere unita verso lo stesso obiettivo: la competizione, attiva e propositiva, con le altre province di questa Regione. Se vogliamo recuperare un ruolo, tutti, dobbiamo imparare a giocare nella stessa parte del campo».