Di Carlo: «Giugno difficile per gli alberghi giuliesi»
Non sono rosee le previsioni dell’albergatore e assessore comunale al turismo A suo parere la ripartenza «non sarà facile, né tantomeno semplice»
GIULIANOVA. Tra l’incertezza e qualche piccola apertura in più, derivante tutto dagli ultimi decreti nazionali e regionali, la macchina del turismo cerca di oliare i suoi ingranaggi rimasti a lungo inattivi. Si sta cercando di parare i colpi derivanti dall’emergenza sanitaria che ha fatto segnare il passo a tante attività. Tra queste quelle legate alle vacanze come alberghi e camping. Marco Di Carlo, assessore al turismo al comune di Giulianova e responsabile locale di Federalberghi, non ha dubbi: «La ripartenza dopo il 3 giugno, quando dovrebbe sbloccarsi la possibilità di avere collegamenti interregionali, non è facile e tantomeno semplice. Per quanto riguarda il mio albergo posso ritenermi fortunato visto che per il prossimo 8 giugno è in arrivo un gruppo dal Veneto composto da circa 50 persone. Saranno i primi clienti post-emergenza e questo ci offre la possibilità di riattivare la struttura e iniziare ad effettuare qualche assunzione. Se non fosse stato per questa fortunata circostanza l’apertura dell’hotel sarebbe avvenuta credo verso la fine di giugno. Come del resto capiterà a diversi colleghi». Indubbiamente il momento è delicato anche perché quasi tutte le strutture ricettive sono dotate di spiagge ed anche lì qualche problema esiste tenuto conto che bisogna organizzare gli ingressi, il distanziamento degli ombrelloni, delle file, dei lettini e delle sdraio. Anche per il turismo all’aria aperta c’è stata una brusca frenata con scarse prenotazioni ed aperture in ritardo di circa un mese se non di più. Di Carlo dice che comunque bisogna andare avanti ed armarsi di santa pazienza: «Probabilmente, salvo qualche eccezione, avremo un giugno vuoto. Del resto viaggiare per scopi turistici al momento non è possibile. Molta clientela italiana proviene da regioni come Piemonte, Lombardia e Veneto dove pare ci siano ancora dei problemi. Non riesco ad immaginare cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane e questo, a livello imprenditoriale, ci fa vivere nella completa incertezza. Riaprire le nostre attività tradizionali senza la certezza delle prenotazioni significa lavorare al buio. E nessuno è disposto ad effettuare investimenti, sul personale e sugli approvvigionamenti, senza alcuna certezza in mano. Il mese di giugno non andrà bene. La mia speranza, che è quella di tutti gli operatori, è quella di recuperare in luglio ed agosto con la prospettiva di un buon settembre che ci consenta di tenere una media discreta».
Alfonso Aloisi
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