Di Carlo: «La tassa di soggiorno non usata per il turismo»
Nuova polemica del presidente della Federalberghi che propone di ridurla del 50 % per il mese di settembre
GIULIANOVA. Il trend delle prenotazioni alberghiere per la stagione balneare 2019 sta andando abbastanza bene. A sostenerlo è Marco Di Carlo, presidente locale di Federalberghi ed ex responsabile della consulta comunale del turismo. «Potrebbe andare molto meglio con riflessi positivi sull’economia della città», afferma l’imprenditore, «se gli introiti relativi all’imposta di soggiorno dello scorso anno fossero stati utilizzati a fini turistici. Invece a chi ha frequentato Giulianova nel 2018 è stata fatta pagare una imposta in cambio di nulla. E questo non va bene». Nel corso dei mesi da maggio a settembre sono stati incassati dal comune 340mila euro con l’imposta di soggiorno, una cifra in linea con le previsioni. Nei prossimi giorni Di Carlo incontrerà il commissario prefettizio Eugenio Soldà al quale chiederà di prevedere un budget, all’interno del bilancio di previsione, da prelevare dagli introiti derivanti dall’imposta di soggiorno. «Sottoporrò inoltre al commissario la proposta di creare una apposita commissione del turismo composta da operatori del settore che già erano all’interno della Consulta. Riproporremo i progetti accantonati dalla passata amministrazione lavorando in questo senso assieme al commissario». Per gli operatori una larga fetta degli introiti della tassa di soggiorno dovrebbe essere reimpiegata in eventi, attività, promozione e servizi turistici. «Il nostro intento», continua l’albergatore, «è quello di sederci attorno ad un tavolo che l’amministrazione vorrà istituire. L’obiettivo deve essere quello di non trascurare i servizi e le attività che i turisti meritano». Una delle richieste che verranno sottoposte al commissario sarà quella di applicare l’imposta di soggiorno del mese di settembre con la riduzione del 50%, come avviene per il mese di maggio. «Ora», conclude Di Carlo, «vogliamo mettere da parte il passato e guardare al futuro e ribadiamo che gli introiti da imposta di soggiorno dovranno essere utilizzati, come prevede la legge, per finalità turistiche. Purtroppo la stessa legge si presta a diverse interpretazioni e occorrerebbe colmare un vuoto specificando analiticamente le finalità.
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