Di Carlo: «Non cerco una candidatura»

6 Aprile 2018

L’albergatore replica al sindaco: «Le mie critiche sono fatte a nome di tutto il comparto turistico»

GIULIANOVA. È un fiume in piena Marco Di Carlo, referente di Federalberghi e presidente della commissione comunale del turismo, mentre risponde al duro attacco del sindaco Francesco Mastromauro. Di Carlo smentisce le voci di una sua prossima candidatura alle amministrative e insiste sulla assoluta mancanza di progettualità, programmazione e strategia da parte dell’amministrazione comunale, in tema di turismo. “Il sindaco non capisce, o fa finta di non capire che le mie critiche non hanno nulla di personale», dice Di Carlo, «ma io parlo in rappresentanza di un intero comparto turistico che chiede più attenzione, non per gli albergatori ma per la città». Di Carlo dice che il comparto a Giulianova fa lavorare quattromila persone, generando tantissime risorse e opportunità nell’indotto. «Avere una strategia di promozione turistica ci permetterebbe di allungare la stagione fino a 150 giorni», aggiunge, «e questo creerebbe nuovi posti di lavoro». Riconosce l’importanza della Bandiera Blu e Verde ma il suo affondo va alle scelte dell’amministrazione, che a suo dire non hanno tenuto in nessun conto le richieste scaturite dai lavori della commissione comunale del turismo. «Questo comparto è una risorsa per la città e merita una maggiore attenzione, le mie non sono sterili polemiche ma proposte utili. In fondo basta vedere che negli ultimi quattro anni si sono avvicendati tre assessori al turismo – Pierangelo Guidobaldi, Gianluca Grimi e adesso Fabrice Ruffini – e ad ogni incontro tutti ci hanno detto che non avevano risorse. Così i nostri progetti sono rimasti nel cassetto per mancanza di fondi, e adesso che arriveranno i sodi della tassa di soggiorno, il Comune ci aggiusterà strade e le aiuole, mentre altrove vengono offerti servizi dedicati ai turisti considerati come risorse importanti e non limoni da spremere». E c’è ancora sul sito del Comune, il comunicato della riunione del 17 dicembre 2015, convocata dal sindaco Mastromauro per discutere della tassa di soggiorno, in cui si legge che gli amministratori delle città costiere avevano convenuto di destinare il 40% delle somme ad interventi d'intesa e in stretta collaborazione con gli operatori turistici, sempre in sinergia con le rispettive amministrazioni. Un'altra quota parte delle entrate, il 5%, doveva invece per valorizzare l'area delle sette località costiere. Ma di quell’accordo oggi non c’è più traccia.
Mirella Lelli
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