Di Giambattista: «Io espulso da un Pd senza speranza»

30 Settembre 2020

MONTORIO. «Piuttosto che fare una sana e seria autocritica degli errori commessi alle elezioni amministrative montoriesi, i notabili continuano diabolicamente a perseverare con metodi impositivi e...

MONTORIO. «Piuttosto che fare una sana e seria autocritica degli errori commessi alle elezioni amministrative montoriesi, i notabili continuano diabolicamente a perseverare con metodi impositivi e arroganti, cacciando dalle fila del partito una lista che ha raccolto 1.507 voti, pari al 31,06% dell'elettorato montoriese». Così Alessandro Di Giambattista, ex sindaco Pd e candidato sindaco alle ultime comunali, replica al provvedimento con cui è stato espulso e sospeso dal Pd insieme ai suoi tre candidati consisiglieri Eva Cargini, Gabriele Cargini e Pasqualino Di Pietro. « Questa è la palese dimostrazione del livello di capacità di analisi critica e di lungimiranza politica della segretaria regionale e provinciale del Partito Democratico, che sceglie lo sfoggio muscolare piuttosto che prendere coscienza della sua totale débâcle sul campo, a fronte di un risultato che ha chiaramente dimostrato la validità della proposta politica presentata dal sottoscritto, che avrebbe potuto facilmente portare alla netta affermazione del centrosinistra montoriese con una lista unitaria», scrive Di Giambattista. E aggiunge: «Prendo atto che all’indomani dei marchiani errori commessi a Montorio come in altre realtà della provincia teramana, nessun mea culpa è venuto dall’attuale dirigenza regionale e provinciale, che ha confusamente parlato di “responsabilità terze” pur di non assumersi le proprie e di mettere nero su bianco l'unico provvedimento che sarebbe stato doveroso e necessario: le proprie dimissioni. Tanto più che il segretario provinciale Piergiorgio Possenti solo nel 2018, a proposito della candidatura di Marco Citerei, si scagliava in una nota stampa contro i metodi impositivi».
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