Di giorno sfida il virus, di notte lo dipinge

Il primario del pronto soccorso di Giulianova : « Con la pittura cerco di esorcizzare la malattia»
GIULIANOVA. Interpretare il dolore e le speranze dei pazienti attraverso colpi di pennello. È la sintesi di come Carmine Galiè, primario del pronto soccorso all’ospedale di Giulianova, da circa un anno affronta e combatte il covid in prima linea.
Dalle sue parole e soprattutto dal tono si percepisce la stanchezza e lo stress di chi continua a lavorare da medico sulla trincea della vita dei pazienti. Così il primario parla della sua attività di pittore, passione che cura da tantissimi anni e che gli ha consentito di girare l’Europa per esporre le sue opere: «Dipingo soprattutto di notte dopo una giornata dedicata ai malati. Così, attraverso l’arte, cerco di esorcizzare il Covid. Un modo di fare arte secondo il mio stile con l’intento di eludere quel mondo di grande sofferenza. Un modo per allontanare soprattutto mentalmente ciò che mi circonda per diverse ore della mia giornata lavorativa». Quello di Galiè è un atteggiamento tutto suo di dividersi, come fa da sempre, tra medicina e pittura.
Durante i lunghi ed interminabili giorni del lockdown ha realizzato una serie di opere dedicate alla vita durante la pandemia raccolte in una brochure curata dalla storica dell’arte e docente di lettere Eugenia Tabellione. Sottolinea la curatrice: «Nella sua lunga carriera Galiè ha approfondito vari percorsi artistici, andando dal figurativo all’astratto fino ad approdare ad uno stile originale, come testimoniato dalle opere presenti nel catalogo, che parlano di una riflessione originata dalla pandemia, di cui come medico è stato attento testimone e come pittore capace di trasmettere le emozioni nell’opera d’arte. Le riflessioni di Galiè vanno dalla sofferenza al dolore, passando per la solitudine di momenti e per il raccoglimento della meditazione che si trasforma attraverso i colori utilizzati. Il buio del lockdown trasformato in colore ci mostra l’accortezza di un artista capace di raccontare la bellezza pur nei momenti oscuri della storia». La docente conclude affermando che dall’arte parte un messaggio di salvezza, sia a livello esistenziale che di tutta l’umanità, sottointendendo che le opere di Galiè ne sono segno tangibile.(al.al.)
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