Di Giosia: «Con la giunta Marsilio più fondi e posti letto a Teramo»

Il dg della Asl in commissione regionale: «Aumentate le prestazioni, assunto e stabilizzato personale» Stoccata a D’Alberto: «Il piano della rete ospedaliera non ci penalizza affatto, come dice qualcuno»
TERAMO. Il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia ieri ha illustrato alla quinta commissione consiliare della Regione Abruzzo una relazione su quanto disposto dal piano di reingegnerizzazione della rete ospedaliera per la provincia teramana. Il succo della relazione del dg è: il piano ci soddisfa, chi parla di penalizzazione e depotenziamento della sanità teramana sbaglia. Pur senza nominarlo, il manager si riferisce soprattutto al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto.
PIÙ FINANZIAMENTI
In via preliminare, Di Giosia ha evidenziato: «Questa amministrazione regionale ha colmato un gap nei finanziamenti alla Asl di Teramo che fino a qualche tempo fa penalizzava fortemente le politiche di sviluppo della nostra azienda. La Asl di Teramo ha ottenuto oltre 75 milioni di euro in più rispetto al bilancio 2018 ed è stato aumentato il tetto di spesa del personale di oltre 6 milioni di euro; tutto questo ci ha consentito, superando il divario storico di finanziamenti rispetto alle altre Asl d’Abruzzo, di aumentare le prestazioni sanitarie, effettuare investimenti, assumere e stabilizzare il personale». Il dg ha citato il programma, da tempo in corso, di rinnovo del parco tecnologico con fondi propri e gli investimenti sulla digitalizzazione, aggiungendo: «Tutto questo sta avendo già tangibili effetti positivi. Mi riferisco in particolare alla mobilità passiva e attiva. La passiva nel 2022 si è ridotta rispetto al 2019 di circa 4 milioni ed è invariata rispetto al 2021, con l’interruzione del trend in crescita che aveva caratterizzato il 2021 rispetto al 2020. Nel 2022 rispetto al 2021 la mobilità attiva è aumentata di quasi 600.000 euro per pazienti intraregione e di oltre 550.000 euro per pazienti extra regione».
IL DEA DI II LIVELLO
Di Giosia, rispondendo implicitamente al sindaco D’Alberto, ha detto a proposito della futura classificazione dell’ospedale di Teramo: «Nulla è ancora deciso per il Dea di II livello. I parametri per i quali si identificano i presidi ospedalieri sono indicati chiaramente nel Decreto ministeriale 70, che oltre al numero degli accessi per i pronto soccorso prevede la presenza di determinate discipline che ora grazie alla nuova rete ospedaliera la Asl di Teramo possiede».
118 , POSTI LETTO E ALTRO
Di Giosia ha giudicato irrilevante ai fini dell’efficacia della gestione dell’emergenza la scelta regionale di assegnare le centrali operative del 118 all’Aquila e all’area metropolitana Pescara Chieti; ha evidenziato che rispetto al 2016 «l’attuale piano della rete ospedaliera dispone un aumento dei posti letto per la Asl di Teramo sia per acuti che post acuti (cioè riabilitazione e lungodegenza)», aggiungendo: «Più in generale il numero di posti letto assegnatici soddisfa le esigenze dell’azienda. Per un numero superiore di posti letto l’azienda con le attuali strutture non dispone di spazi sufficienti»; ha aggiunto che «il nuovo piano prevede anche un aumento di unità operative» e ha concluso parlando del «presunto depotenziamento degli ospedali di Atri e Sant’Omero», ribadendo «il nuovo modello organizzativo su cui si muove la sanità, un modello integrato in cui tutti e quattro gli ospedali concorrono con diverse attività e specializzazioni a dare un’offerta sanitaria unica e adeguata. Mettere in collegamento più presidi non significa depotenziarli ma creare una rete. L’autonomia di una piccola unità operativa nel nuovo modello spesso è un vincolo e un elemento di fragilità. In parole povere non ha senso replicare nei quattro ospedali inutili doppioni».(d.v.)
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