Di Girolamo: «Non cerco alleanze»

8 Giugno 2016

Pavone invece non esclude apparentamenti con una o più liste che hanno sostenuto la candidatura di Ciancaione

ROSETO. «Per quanto mi riguarda escludo apparentamenti». Poche parole che esprimono con estrema chiarezza la volontà di Sabatino Di Girolamo, candidato sindaco del Pd, in vista del ballottaggio che si terrà domenica 19 giugno e che lo vede contrapposto al sindaco uscente Enio Pavone. Quest’ultimo è sostenuto da sei partiti strutturati: Socialisti; Forza Italia; Fratelli d’Italia-An; Futuro In di Paolo Gatti; Destra sociale; Popolari cioè il Nuovo centro destra (Ncd) di Angelino Alfano e Paolo Tancredi che a Roseto ha scelto un nome diverso per non creare imbarazzo al partito, schierato a livello nazionale con il governo guidato da Matteo Renzi. Dunque una vera corazzata cui è contrapposto il Pd da solo, che però ha già vinto il primo round con lo stesso avversario. Ma per il ballottaggio le cose potrebbero essere diverse, soprattutto perché non si sa come voteranno i sostenitori di Rosaria Ciancaione, la terza candidata sindaco di Roseto esclusa dalla volta finale. Se si trattasse di una partita a poker, vista l’entità della posta in palio, un giocatore puro rischierebbe il tutto per tutto, ma in politica ci sono regole da rispettare. E soprattutto la decisione non è nelle mani di uno solo. «Io non sono un cane sciolto ma appartengo a un partito di cui ho accettato tutte le regole», precisa infatti Di Girolamo. «Giovedì sera si terrà l’unione comunale del Pd durante la quale si aprirà una discussione e saranno fatte valutazioni per poi giungere a una decisione che io rispetterò».

Quindi, in questa fase niente può essere escluso, neppure aperture ad altre formazioni per eventuali alleanze, anche se a giudicare dalla partita che il Pd ha condotto fino a oggi, gli apparentamenti sembrerebbero da escludere. Al momento, infatti, è stata premiante la scelta di presentarsi da soli agli elettori rosetani. E questo nonostante abbia provocato l’uscita dal Pd di Rosaria Ciancaione (da cui la stessa ha dichiarato più volte di essersi autospesa), la quale poi ha intrapreso un percorso diverso che ha di fatto creato una frattura nel centrosinistra rosetano. Ma non nel Pd, i cui vertici, tranne qualche eccezione, sono rimasti compatti al fianco di Sabatino Di Girolamo. «Mi rivolgo non solo al popolo del centrosinistra», è l’appello di Di Girolamo, «ma a tutti i rosetani affinché convergano non solo sulla mia persona, ma sul nostro programma che non è un libro dei sogni, ma è un elenco credibile di cose da fare e che mi impegnerò a realizzare per la mia città dopo aver cambiato questa amministrazione».

Federico Centola

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