Di Girolamo pensa già al bilancio «Vedremo cosa ci hanno lasciato»

Il nuovo sindaco: «Daremo il cuore per questa città e potremo riunificare il centrosinistra rosetano» Lo sconfitto Pavone: «Dovrà stare attento ai lupi che lo circondano». I civici: «Siamo in maggioranza».
ROSETO. «Spazio permettendo, quando sarà il momento di occupare gli scranni civici siederemo dalla parte della maggioranza». Si affida all’ironia Mario Nugnes, eletto nella lista Abruzzo civico e secondo tra i più votati in assoluto alle spalle di Teresa Ginoble, per anticipare quale sarà il ruolo del gruppo di cui fa parte all’interno del nuovo consiglio comunale. «Ci sentiamo parte integrante di un progetto amministrativo», puntualizza Nugnes, «cui abbiamo tenuto fede nella seconda fase elettorale e ora ci aspettiamo di programmare la città per i prossimi anni sulla base delle linee su cui abbiamo trovato una convergenza».
Quindi i tre consiglieri della coalizione civica #amoroseto, che oltre a Nugnes sono la ex candidata sindaco Rosaria Ciancaione e Angelo Marcone, andranno a rafforzare la maggioranza che conta già dieci consiglieri, tutti espressione del Pd. «Potremo contare su una maggioranza formata da 13 consiglieri e questo può rappresentare anche il primo passo verso la riunificazione del centrosinistra rosetano, dopo una stagione fatta di incomprensioni e contrapposizioni», è la riflessione del nuovo sindaco Sabatino Di Girolamo. «In seguito si vedrà quali saranno le altre cose da fare perché la priorità è dedicarsi all’amministrazione della città, con un occhio attento al bilancio per vedere cosa ci viene lasciato e cosa si può fare nell’immediato. In quest’ottica passa in secondo piano la strutturazione della compagine amministrativa, pur se resta un aspetto importante per la governabilità della città».
Il sindaco uscente Enio Pavone nutre qualche dubbio sulla reale autonomia del suo successore Di Girolamo. «Pur apprezzandone le qualità», sostiene infatti Pavone, «ho qualche perplessità sul quadro politico di cui sarà circondato Di Girolamo e, di conseguenza, sulla sua autonomia per quanto riguarda la gestione del Comune. Questo perché conosco molte delle persone che gli staranno a fianco e so che non sono propriamente agnellini. Pertanto sono convinto che Sabatino dovrà dotarsi di una corazza per difendersi da tanti lupi. Naturalmente spero che riesca a conservarsi autonomo, anche nei confronti dell’onorevole Giulio Sottanelli e di Rosaria Ciancaione, i quali avendolo votato al ballottaggio di certo non tarderanno a chiedere il proprio tornaconto».
L’indole pacata del neo sindaco stride però con la sua decisa fermezza quando si tratta di compiere scelte difficili. Una caratteristica che forse ha portato gli avversari a sottovalutarne la forza elettorale e la sua presa tra i rosetani. «L’importante è che non mi abbia sottovalutato la gente», sottolinea Di Girolamo, «che mi ha dato un abbraccio affettuoso fin dal primo turno. Adesso, con questa alta percentuale al ballottaggio, mi hanno confermato il loro affetto. La cosa mi riempie di orgoglio, ma nello stesso tempo mi carica di responsabilità. Sono consapevole che Roseto si aspetta molto da me e dal mio gruppo, quindi cercherò di dare veramente il cuore a questa città, in modo da ricambiare la fiducia che mi è stata accordata». Da parte del rivale sconfitto un’analisi amara. «Credo che la gente sia rimasta male per le buche o l’erba non tagliata», è la riflessione di Pavone, «hanno fatto più breccia questi piccoli particolari rispetto a cose a mio avviso ben più importanti, cioè di come abbiamo trasformato in meglio Roseto. Un solo esempio: la raccolta differenziata passata dal 6 a oltre il 70 per cento. Non siamo riusciti a comunicare quanto di buono è stato fatto».
Federico Centola
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