Di Girolamo presenta la sua squadra

7 Luglio 2016

Tutto secondo previsioni, l’unica novità è Carmelita Bruscia. Teresa Ginoble sarà presidente del consiglio comunale

ROSETO. Fumata bianca per la giunta comunale di Roseto. Sono stati infatti presentati ieri mattina i cinque assessori che affiancheranno il sindaco Sabatino Di Girolamo durante il suo mandato elettorale. Rispettato il criterio di scelta secondo cui a far parte dell’esecutivo sono stati chiamati i candidati che hanno riportato più preferenze – a parte Teresa Ginoble, la più votata in assoluto, la quale sarà nominata presidente del consiglio durante la prima seduta che si terrà sabato pomeriggio – che nell’ordine sono Antonio Frattari, Simone Tacchetti (nominato vicesindaco) e Nicola Petrini. Nelle quote rosa, scontata anche la nomina di Luciana Di Bartolomeo, anchelei eletta nella lista del Pd, mentre è una novità l’altra donna entrata in giunta, Carmelita Bruscia, prima dei non eletti nella lista “Di Girolamo sindaco”.

Per giorni si è fatto un gran parlare proprio della seconda donna assessore, ruolo che avrebbe dovuto essere ricoperto da una rappresentante della coalizione civica #amoroseto, i cui responsabili hanno però deciso di restare all’opposizione. Una scelta obbligata, visto che le loro richieste di visibilità all’interno dell’esecutivo non hanno trovato accoglimento, tanto da scatenare una reazione assai dura contro la maggioranza che governerà Roseto nei prossimi cinque anni. Sulla questione il sindaco Di Girolamo è stato molto netto. «Non si sfascia casa propria per salvare la casa altrui», questa la metafora utilizzata dal primo cittadino, «e allo stesso modo non potevamo certo stravolgere il risultato elettorale per favorire chi le elezioni le ha perse. Inoltre il mio compito principale è di tenere unito il gruppo Pd».

Parole pacate ma allo stesso tempo assai taglienti che rappresentano il carattere del nuovo sindaco di Roseto, il quale ha in più occasioni dato dimostrazione di una garbata fermezza. «Le ferite inferte durante la campagna elettorale non si sanano certo in 15 giorni», dice ancora Di Girolamo, «la coalizione #amoroseto avrebbe potuto accettare un discorso di gradualità, ma così non è stato e di questo mi rammarico. Tentativi ne sono stati comunque fatti, ma la conclusione è che non ci sono state le condizioni per un accordo».

Chiaro il riferimento alle richieste avanzate dalla coalizione civica evidentemente giudicate eccessive dalla controparte. «I tempi per una riconciliazione della sinistra rosetana non sono ancora maturi», dice ancora Di Girolamo, «ma lavorerò comunque per raggiungere questo obiettivo perché ritengo assurdo che una parte della sinistra se stia sull’Aventino». Quindi una breve analisi sul voto del ballottaggio e sulla presunta incompatibilità come consigliere comunale della sua ex avversaria Rosaria Ciancaione. «Che gli elettori della coalizione civica abbiano appoggiato me e il Pd nella seconda fase è stato un fatto naturale», dice Di Girolamo, «questo soprattutto perché c’è assoluta convergenza sul nostro programma elettorale che si è rivelato in più di un’occasione assai affine a quello proposto da #amoroseto. Per quanto riguarda la questione dell’incompatibilità, essendo un avvocato dico che esistono delle precise norme in materia, pertanto confido nella sensibilità di Rosaria Ciancaione».

L’ultimo pensiero del nuovo sindaco di Roseto nella conferenza stampa di ieri è per il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Ho sofferto per la sua assenza durante la campagna elettorale a Roseto», ammette Di Girolamo, «per questo gli chiederò a breve un incontro perché comunque non nutro rancore nei suoi confronti. In quell’occasione farò presente a D’Alfonso che se lui ha problemi con qualcuno a Roseto (il riferimento è ai contrasti polticoco fra ilgovernatore eil parlamentare rosetano del Pd Tommaso Ginoble, ndr) non può certo farne pagare le conseguenze a tutta la comunità rosetana. Sono comunque sicuro che il governatore abruzzese onorerà le scelte degli elettori di Roseto anche attraverso il sindaco che hanno voluto».

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA