Di Girolamo: «Presto il piano per la città»
Il sindaco di Roseto respinge le accuse di immobilismo: «Chi ci critica ci ha lasciato un’eredità molto pesante»
ROSETO. «L’attività della minoranza sembra ispirata alla parabola della pagliuzza e della trave: criticano la nostra attività che è sta entrando nel vivo da poco più di due mesi, ignorando i disastri amministrativi che ci hanno lasciato in eredità». Non ci sta Sabatino Di Girolamo, il nuovo sindaco di Roseto, a sopportare i continui giudizi di immobilismo che vengono rivolti sistematicamente alla giunta da lui guidata dai gruppi di opposizione.
«Ogni sindaco esordiente ha il diritto di capire quali siano i problemi che deve affrontare», dice ancora Di Girolamo, «solo dopo avere un quadro chiaro della situazione può elaborare le strategie per affrontarli e risolverli. Per mia natura sono una persona riflessiva: una caratteristica che mi ha sempre aiutato nella mia professione di avvocato e che intendo mantenere anche nel mio ruolo di sindaco».
Insediato ufficialmente a luglio, Di Girolamo si è ritrovato ad amministrare Roseto quando la stagione estiva era già entrata nel vivo. «Siamo stati catapultati a Palazzo di Città in piena emergenza estiva», prosegue il primo cittadino, sostenuto da una robusta maggioranza formata da consiglieri del Pd e liste alleate, «con le manifestazioni da sostenere e il territorio da tenere sotto controllo. Chiunque è in grado di rendersi conto che a luglio e agosto non si può pretendere che si affrontino i grossi problemi di Roseto. Entro il 23 settembre consegnerò la mia relazione di inizio mandato e da quel momento saremo pronti a elaborare strategie e prospettare soluzioni per migliorare la vita dei rosetani».
Primo passo: elaborare un bilancio proprio, visto che fino a oggi , fa notare il sindaco, la nuova compagine amministrativa è stata costretta a gestire lo strumento finanziario impostato dalla precedente giunta di centrodestra. «Abbiamo ereditato una situazione particolarmente critica», incalza Di Girolamo, «pertanto il buon senso imporrebbe che l’amministrazione uscente facesse un esame di coscienza sulle gravi responsabilità in merito allo stato economico-finanziario in cui hanno lasciato le casse comunali e non solo. Come ad esempio l’organizzazione del personale e il quadro dirigenziale confusionario (per usare un eufemismo) che ci hanno lasciato in eredità e su cui dovremo intervenire a stretto giro. Le continue accuse che ci vengono indirizzate dalla minoranza sono quindi premature e ingenerose, il cui vero obiettivo è di coprire le gravi responsabilità sul dissesto del Comune che scontiamo noi oggi, ma che hanno un nome e un cognome: Enio Pavone e Rosaria Ciancaione, ieri rispettivamente sindaco e dirigente di ragioneria, oggi responsabili dei due gruppi di opposizione da cui ci giungono gli attacchi più ostili».
Quindi un passaggio con riferimento alle ultime elezioni. «I rosetani li hanno bocciati clamorosamente», tuona Di Girolamo rivolto ai suoi avversari politici (da ricordare però che con la Ciancaione era alleato al ballottaggio), «pertanto sarebbe opportuno che ora facessero opposizione su argomenti basilari per la città, evitando sterili critiche, preconcette e pretestuose, concentrandosi invece su grandi temi, in modo da dare così anche il loro contributo per migliorare la situazione di Roseto».
Federico Centola
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