Di Girolamo: «Tradito e ferito da Ginoble»

31 Luglio 2021

Il sindaco uscente annuncia la sua ricandidatura per il Pd e accusa l’ex deputato: «Ha diviso la sinistra rosetana»

ROSETO. Sabatino Di Girolamo annuncia la sua ricandidatura a sindaco di Roseto per il Partito Democratico e per la prima volta in questi mesi attacca frontalmente il suo ex alleato, Tommaso Ginoble, «colpevole» secondo il primo cittadino di averlo tradito negli ultimi tre anni della sua consiliatura.
«A livello personale mi sento tradito e ferito», dice Di Girolamo, «dopo la mancata ricandidatura al parlamento nazionale del febbraio 2018 ha cambiato atteggiamento nei riguardi miei e di alcuni collaboratori, avviando una sistematica azione per screditare l’attività della amministrazione in carica, appropriandosi del buono e scaricando su di me il male, vero o presunto. L’ambizione personale e un progetto politico “pasticciato” ha condotto Ginoble a dividere la sinistra rosetana; si è cosi assunto una grave responsabilità, rendendo più complessa la vittoria alle comunali».
Il centrosinistra si presenta diviso in tre tronconi dunque, Ginoble con la sua coalizione, Di Girolamo con il Partito Democratico e Rosaria Ciancaione con la libera coalizione progressista, ma per il sindaco è improprio parlare di sinistra riguardo a Ginoble e Mario Nugnes. «Hanno la chiara volontà di sconfinare a destra e hanno abbandonato le pur flebili radici di centrosinistra», aggiunge, «ambedue confidano su spazi di consenso a destra, che si sono però certamente molto ridotti ora che la destra ha presentato Di Marco. Hanno peraltro creato raggruppamenti così variegati da pregiudicare la governabilità. Sono maggioranze Arlecchino, prive di un collante comune, non sarebbero in grado di sorreggere una forte azione amministrativa».
Di Girolamo dunque definisce la sua ricandidatura come «alternativa netta e chiara ai trasformismi e ai camaleonti della politica», riferendosi ovviamente ai suoi avversari Ginoble e Nugnes. «Il Pd è un partito che sta a sinistra del quadro politico e che rifiuta quella commistione impropria con la destra», precisa, «commistione che oggi invece porta avanti Ginoble. Al momento vi è collaborazione a livello nazionale, ma per una fase transitoria ed emergenziale che dovrà cessare al più presto». A Roseto c’è stato un proliferare di gruppi civici. «Un sindaco civico trova spazio in piccole realtà comunali», commenta Di Girolamo, «una città di media grandezza però ha bisogno di un sindaco con forti contatti e appoggi istituzionali a tutti i livelli, contatti che possono essere assicurati solo dalla appartenenza a un partito di rilievo nazionale». Di Girolamo infine ha qualche rimpianto per dei progetti non attuati, ad esempio il nuovo distretto sanitario di base fermo ancora al palo e l’annoso problema dei parcheggi. «Sono dispiaciuto, certo», conclude il primo cittadino, «ma se i cittadini mi daranno di nuovo la fiducia la risoluzione di questi due problemi sarà la priorità».
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