Di Giulio: «Niente commissioni, minoranza tagliata fuori»
NOTARESCO. . «Vogliamo collaborare ma la maggioranza finora non ce l’ha permesso, non istituendo le commissioni consiliari e non eleggendo un rappresentante col quale confrontarsi». A sei mesi dall’in...
NOTARESCO. . «Vogliamo collaborare ma la maggioranza finora non ce l’ha permesso, non istituendo le commissioni consiliari e non eleggendo un rappresentante col quale confrontarsi». A sei mesi dall’insediamento dell’amministrazione, il capogruppo di Notaresco Bene Comune Antonio Di Giulio traccia un bilancio dell’operato della giunta lamentando una scarsa considerazione nei riguardi della minoranza. «Il sindaco Diego Di Bonaventura in diverse occasioni ha lodato la mia persona e il lavoro che ho svolto in passato per il paese», dichiara Di Giulio, «ma ad oggi non c’ha dato l’opportunità di discutere proposte a favore della collettività. Vogliamo cooperare per il bene comune, consapevoli che esiste una maggioranza alla quale vogliamo dare una mano nella gestione delle politiche cittadine e non ostacolarla».
Notaresco Bene Comune ritiene un mezzo utile per confrontarsi preventivamente sulle questioni più delicate quello delle commissioni consiliari, la cui istituzione sarebbe permessa dallo statuto dell’ente ma non è obbligatoria. «Le reputo strumenti validi per garantire maggiore trasparenza e necessari per esprimere il nostro pensiero», insiste Di Giulio, «pertanto sarebbe opportuno istituirle per discutere ad esempio di pari opportunità e servizi sociali». Sarebbero diverse, a detta del gruppo di minoranza, le situazioni ancora irrisolte dall’amministrazione o trascurate senza progetti adeguati e soluzioni all’orizzonte. Ad esempio la questione di villa Clemente, quella degli interventi ai cimiteri o la mancanza di una lavanderia in paese, con gli anziani costretti a far lavare i propri panni a Pagliare o Castelnuovo. «Non è corretto pretendere la soluzione immediata di tutti i problemi ma non vorremmo più sentire la maggioranza accampare scuse», precisa Di Giulio, secondo cui c’è una struttura che più delle altre andrebbe recuperata a stretto giro: l’ex palazzo delle suore. «In tanti vi hanno frequentato la scuola dell’infanzia e molte donne vi hanno imparato l’arte del ricamo», ricorda il candidato sindaco sconfitto nelle ultime elezioni, «chiedo al primo cittadino di aprire una discussione per cercare una soluzione che possa restituirla alla comunità». Di Giulio fa un ultimo appello alla giunta: «La invitiamo ad aggiornare il regolamento del consiglio comunale, dando la possibilità di poterlo seguire da casa attraverso i mezzi di comunicazione».
Piergiorgio Stacchiotti
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