Di Giuseppe è l’uomo delle intuizioni vincenti

TERAMO. Tre promozioni in quattro anni da dirigente più una da giocatore: tra Marcello Di Giuseppe e il Teramo è un binomio vincente fin dai tempi in cui il ds era ancora in campo. Nel 1994, infatti,...
TERAMO. Tre promozioni in quattro anni da dirigente più una da giocatore: tra Marcello Di Giuseppe e il Teramo è un binomio vincente fin dai tempi in cui il ds era ancora in campo. Nel 1994, infatti, Di Giuseppe segnò 18 reti nella cavalcata che riportò i biancorossi dalla D alla C2. Era il Teramo di Aldo Ammazzalorso e del magico trio d'attacco completato da Nunziato e Tortora. Ma, soprattutto, era il primo tassello di una storia piena di gioie tra Di Giuseppe e la società biancorossa. Nell'estate del 2011 il presidente Campitelli gli affida il compito di tornare tra i professionisti affiancandolo ad un altro ex del passato, il tecnico Cappellacci. E' il primo salto importante della carriera da direttore sportivo, dopo le esperienze con la Rc Angolana e la Santegidiese. Il Teramo vince la serie D davanti all'Ancona e alla Sambenedettese. Di Giuseppe inizia a togliersi delle soddisfazioni personali prendendosi la rivincita nei confronti di chi, per esempio, aveva ironizzato sull'acquisto dell'argentino Gerardo Masini ("E' arrivato il cantante", disse qualcuno), autore alla fine di 22 reti. Da quando Di Giuseppe è a Teramo nei panni di direttore sportivo ha sempre agito rispettando un filo conduttore sposato dalla società: la programmazione. Non è un caso che alcuni dei componenti della rosa 2011-2012 facciano ancora parte del Teramo attuale (Speranza, Bucchi, Petrella) e che si sia cercato di cambiare il meno possibile nel corso degli anni, puntando a costruire un nucleo vincente di giocatori. Anche nel 2012-2013 Di Giuseppe è andato a un passo dal festeggiare una promozione: il Teramo arriva fino alla finale play off contro L'Aquila, ma ne esce sconfitto nel doppio confronto.
Il 2012-2013 passerà alla storia anche per l'acquisto dell'attaccante argentino Emiliano Olcese, arrivato nel mercato invernale dall'Ancona, ma presto rivelatosi un flop (una sola rete e tanti gol falliti clamorosamente): a conti fatti sarà questa l'unica operazione di mercato davvero sbagliata dal ds teramano. L'allenatore Cappellacci, nel frattempo, se ne va. Nel 2013-2014 Di Giuseppe, in tandem con Vincenzo Vivarini, centra l'obiettivo di portare il Teramo nella futura Lega Pro unica costruendo la squadra intorno al brasiliano Dimas e ingaggiando, a centrocampo (reparto rimasto orfano dell'esperto Coletti alla vigilia della prima di campionato), il talentuoso Diego Cenciarelli, che si rivelerà uno dei grandi protagonisti dell'ultimo biennio. All'inizio del 2014 c'è il divorzio dal difensore Manuel Ferrani (altra scommessa vinta da Di Giuseppe), che trasloca verso l'Alessandria favorendo poi l'esplosione di Caidi. Il resto è storia recente: il capolavoro di quest'anno è il frutto di altre scelte azzeccate in sede di mercato. L'ingaggio dei gemelli del gol Lapadula e Donnarumma non è l'unica felice intuizione del 2014-2015. Preziosi si sono rivelati gli arrivi di Amadio, Perrotta, Di Matteo e Tonti. Intelligente è stata la scelta di non fare operazioni roboanti in inverno, aggiungendo i soli Di Matteo e Milicevic ad una rosa ormai affiatata e collaudata e che stava costruendo il miracolo della B passo dopo passo. E il rapporto con Campitelli? Non tutto è filato sempre liscio tra il ds e il patron. C'è stato anche un periodo (aprile 2013) nel quale la rottura è sembrata vicinissima e su Di Giuseppe aleggiava la figura dell'avvocato Enzo Nucifora. Con il passare del tempo, però, Di Giuseppe e Campitelli hanno cementato sempre di più un rapporto lavorativo schietto e basato sulla stima reciproca. (g.l.)
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