Di Marco: «Il mare mi manca Così mi sento agli arresti»

GIULIANOVA. L’epidemia ha tenuto Pasquale Di Marco lontano dal suo amato mare giuliese e dalle sue abitudini. L’anziano di Teramo noto a Giulianova come “Il vecchio e il mare”, prima del diffondersi...
GIULIANOVA. L’epidemia ha tenuto Pasquale Di Marco lontano dal suo amato mare giuliese e dalle sue abitudini. L’anziano di Teramo noto a Giulianova come “Il vecchio e il mare”, prima del diffondersi del coronavirus, era solito recarsi ogni mattina in spiaggia per godere l’aria salubre del mare. Negli ultimi tempi si era anche dedicato alla raccolta differenziata della plastica sul bagnasciuga, coinvolgendo alcuni volontari e passanti: «In 93 anni (la sua età, ndr) non ho mai ricordato un avvenimento del genere, a parte la guerra», racconta al telefono Di Marco, «fortunatamente di salute sto bene, ma è come se fossi agli arresti domiciliari: quanto mi piacerebbe poter tornare a contemplare il mare, ma non posso farlo perché devo, e dobbiamo tutti, rispettare i divieti che ora ci impone la legge».
“Il vecchio e il mare”, nonostante la sua veneranda età, si muove da solo alla guida della sua Punto bianca, da Poggio San Vittorino, per raggiungere l'amata spiaggia giuliese. «Appena sarà passata questa brutta aria, prometto che tornerò al mare», continua Di Marco, «a dicembre mi è stata consegnata una targa di riconoscimento in Comune dal sindaco Jwan Costantini e in quell'occasione mi è stato promesso che avremmo festeggiato il mio compleanno, il venti di aprile, tutti insieme: spero che l’invito sia ancora valido, ci terrei molto e ringrazio tutti».
Il consigliere comunale Ernesto Ciafardoni, che ha preso a cuore la causa, assicura: «La festa di compleanno per Pasquale, come promesso dall’amministrazione comunale, si farà: i festeggiamenti sono soltanto rimandati per cause di forza maggiore, ma non appena le circostanze lo consentiranno, renderemo omaggio a quest'uomo, che rappresenta un'autentica risorsa per Giulianova».
Stefania Gervasini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

