Di Marco: non farò ricorsi per la mancata elezione

15 Gennaio 2017

CASTELLALTO. «Questa elezione particolare di secondo livello non rende giustizia al territorio, in quanto ci sono ampie zone del nostro comprensorio provinciale non rappresentate in maggioranza,...

CASTELLALTO. «Questa elezione particolare di secondo livello non rende giustizia al territorio, in quanto ci sono ampie zone del nostro comprensorio provinciale non rappresentate in maggioranza, vedasi area interna del Vomano, del Fino e tutta l’area della montagna». A dirlo è il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco, la cui mancata elezione nel nuovo consiglio provinciale ha destato un certo scalpore, sia dal punto di vista politico che della rappresentanza territoriale. «Questo è accaduto non per mancanza di numeri provenienti da quei territorio», si legge in una nota di Di Marco, «ma per una gestione sbagliata di indirizzo del voto. Credo che adesso si debba, dopo il referendum del 4 dicembre, che ha mantenuto le province scritte in Costituzione, tornare a dare la parola ai cittadini e farli esprimere direttamente sui loro rappresentati, al fine di tutelare gli interessi pubblici territoriali. Anche perché dall’esito del voto di domenica scorsa non esce una maggioranza netta per governare, al contrario di come accadeva quando a votare erano i cittadini, dove l’esito consegnava numeri certi».

Per quanto riguarda l’esito del voto, «al netto dell’amarezza che si prova quando si perde», dice Di Marco, «dico subito che non sono interessato personalmente a fare alcun ricorso per rientrare in consiglio provinciale. Non amo la carta bollata per fini personali. Il dato politico io l’ho già tratto, nonostante la mia rielezione e il seggio alla lista siano mancati per un’incollatura per alcuni voti a me non attribuiti, a causa di una quantità importante di schede nulle. Le valutazioni sull’opportunità di farlo devono essere politiche e non spettano a me, ma alla mia lista la “Casa dei Comuni” e al Partito Democratico provinciale».

«In questi giorni», aggiunge, «ho ricevuto tante telefonate e messaggi da amministratori locali, molti cittadini del mio comuni e di tanti altri comuni che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. I miei cittadini anche se amareggiati mi hanno detto letteralmente che non dovevo prendermela: “se non ti hanno voluto in provincia avrai più tempo per Castellato”. Ringrazio chi mi ha sostenuto e ha creduto e crede in me e a loro, come ad altri, dico “Si riparte”. Per un cronico malato come me di politica significa aprire un altro capitolo per continuare a perseguire con ancora più forza l’idea del primato della cultura politica di cambiamento a servizio del territorio».