Di Mascio, cade l’accusa all’imprenditore

Il giudice accoglie la richiesta d’archiviazione per Massimiliano Sposetti, indagato per concorso in lesioni gravissime
TERAMO. A giugno la richiesta della Procura, ieri il sigillo del giudice. Il gip Marco Procaccini ha disposto l’archiviazione per l’imprenditore edile Massimiliano Sposetti (difeso dall’avvocato Lino Nisii), terzo indagato per la violenta aggressione a Cetteo Di Mascio, l’ex allenatore responsabile del settore giovanile del Teramo Calcio che nel maggio del 2021 venne colpito con un pugno in pieno volto in un ufficio dello stadio Bonolis. All’archiviazione, chiesta dai pm titolari del fascicolo Greta Aloisi e Davide Rosati, si era opposto Di Mascio assistito dall’avvocato Giancarlo De Marco, ma l’opposizione non è stata accolta dal giudice. Il caso, dunque, si chiude senza che l’inchiesta abbia fatto chiarezza su un aspetto centrale: ovvero chi sia stato il mandante della brutale aggressione al tecnico.
Sposetti, all’epoca dei fatti presidente della Gioventù Teramo 1913, la scuola calcio ufficiale del Teramo, era indagato per concorso in lesioni gravissime. Concorso con i due accusati di essere gli esecutori materiali dell’aggressione (che si sono sempre avvalsi della facoltà di non rispondere) e che per questo sono stati condannati in primo grado dopo un rito abbreviato: una pena di tre anni per il 23enne di Mosciano Alessio Guarnieri che ha sferrato il pugno, una pena di tre anni e nove mesi per il 30enne di Bellante Vincenzo Ciarelli (entrambi difesi dall’avvocato Gianfranco Di Marcello). Pene che in appello sono state ridotte: per Ciarelli a tre anni e per Guarnieri a un anno e otto mesi. I giudici d’appello hanno confermato la provvisionale di 25mila euro a favore della parte offesa, mentre il completo risarcimento dei danni verrà quantificato in sede civile. Tra Sposetti e Ciarelli (che era un suo dipendente) il giorno dell’aggressione ci furono delle telefonate e sulla base di questo l’imprenditore era stato indagato. L’avvocato De Marco in una corposa memoria inviata a dicembre alla Procura teramana aveva fatto riferimento proprio a queste telefonate.
«Tutto questo susseguirsi di telefonate è quanto meno strano se lo Sposetti non fosse coinvolto nell’aggressione», aveva scritto il legale, «i due rom non avevano motivo alcuno per aggredire Di Mascio. Lo Sposetti invece aveva motivo di ostilità verso Di Mascio come risultante in atti: lui era dirigente della società, molto legato al presidente Iachini (oggi non più presidente ndr), e tra la società e il Di Mascio vi era tensione al momento che quest’ultimo non aderiva alla richiesta di accettare una riduzione dello stipendio».
Sposetti, quando su questo elemento delle telefonate era stato sentito come persona informata sui fatti, aveva dichiarato che l’unico collegamento era rappresentato dal fatto che Ciarelli lavorava come magazziniere per la sua impresa.
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