Di Matteo incrocia Nisii: gelo tra i due
Gelo tra l’avvocato ex presidente e l’ex direttore in tribunale per una causa di lavoro della Tercas
TERAMO. Si incrociano e si ignorano in un atrio del tribunale. Lino Nisii, ex presidente Tercas, esce da un’aula nella sua veste di avvocato; Antonio Di Matteo, ex direttore generale Tercas entra in un’aula come teste in un processo davanti al giudice del lavoro. Avviene nello stesso giorno, nelle stesse ore di una calda mattinata di luglio in un affollato palazzo di giustizia. Nel futuro di entrambi l’udienza preliminare di Roma per il crac Tercas (Di Matteo è indagato per bancarotta, riciclaggio e ostacolo alla vigilanza, Nisii solo per ostacolo alla vigilanza) , nel presente sguardi che nemmeno si sfiorano. Di Matteo ieri è comparso come teste in una causa di lavoro in corso davanti al giudice Giuseppe Marcheggiani. A citarlo l’avvocato Fabrizio Acronzio, legale di una ex dipendente Tercas licenziata con l’accusa di avere avuto rapporti e fornito notizie riservate a Di Matteo dopo la sua fuoriuscita dalla banca. Un licenziamento avvenuto dopo la trasmissione, da parte della procura romana, di alcune intercettazioni telefoniche. La dipendente ha impugnato il licenziamento e ieri mattina, davanti al giudice, in una deposizione durata poco più di dieci minuti Di Matteo è stato sentito sulla presunta consegna di una perizia su una valutazione di un immobile per la concessione di un mutuo. Di Matteo ha negato che la dipendente gli abbia consegnato la perizia. Oltre a Di Matteo il giudice ha ascoltato altri due testi e poi ha aggiornato l’udienza al 16 settembre.
E a settembre si concluderà anche la lunga udienza preliminare in corso a Roma per i 15 indagati per il crac. Un procedimento che resta nella Capitale dopo che il gup del tribunale romano ha respinto l’eccezione di incompetenza territoriale presentata dagli avvocati di buona parte degli imputati.(d.p.)
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