Di Matteo: «La Regione è pronta a modificare di nuovo la Riserva»
Il consigliere firmatario dell’emendamento che ha tagliato l’area tende la mano al Comune: «L’obiettivo è arrivare dopo le elezioni a una soluzione condivisa che valorizzi davvero il territorio»
TERAMO. Il consiglio provinciale convocato ieri sul tema del taglio della Riserva naturale del Borsacchio ha visto maggioranza e opposizione confrontarsi fino a tarda ora per arrivare a una deliberazione condivisa, ma il momento più importante della seduta è stato l’intervento di Emiliano Di Matteo, consigliere regionale uscente e ricandidato di Forza Italia, uno dei firmatari dell’emendamento alla legge di bilancio regionale con cui l’area protetta nel territorio di Roseto è stata tagliata da 1.100 a 24 ettari. Di Matteo ha annunciato che dopo le elezioni regionali il centrodestra (ovviamente se sarà ancora maggioranza) riprenderà un percorso condiviso con il Comune di Roseto per arrivare a definire una riperimetrazione della Riserva che la renda funzionale e capace di valorizzare il territorio.
Di Matteo ha ripercorso la storia della riserva «nata in modo anomalo, anche allora con un emendamento presentato durante una sessione di bilancio e non attraverso una proposta di legge, quindi senza ascoltare Comune, residenti e associazioni. Per 19 anni non è mai riuscita a partire, ed è piombata sulla comunità di Roseto come un macigno più che come una grande opportunità. Noi con l’emendamento sul taglio abbiamo messo fine a 19 anni di vessazioni e deciso di dare seguito al grido di protesta dei residenti. Aver messo la palla al centro non ha danneggiato nessuno, tantomeno l’ambiente. L’area in parte è meritevole di tutela ma non si può ragionare in termini quantitativi, bensì qualitativi. Se il tema è valorizzare ed esaltare le specificità del territorio di Roseto, noi abbiamo fatto una nuova proposta di perimetrazione (di 200 ettari, ndr) su cui sarà coinvolto il Comune di Roseto. Non mi sottraggo al confronto, dopo il 10 marzo sarò ben felice di accompagnare il sindaco Nugnes in un percorso in modo che la Riserva abbia tutti i crismi, possa funzionare ed essere vista dalla popolazione residente come opportunità e non come una condanna».(d.v.)

